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 1° MAGGIO: VIVA IL LAVORO DEGLI ARTISTI

Non la voglio buttare in politica: il 1° Maggio è una festa da vivere in allegria, ma con serietà. Il lavoro è fatica, sofferenza, pena in tutte le sue applicazioni, dacchè l’uomo fu scacciato dalla Valle dell’Eden. Pertanto, questa giornata va vissuta giustamente come una festa, partecipando a concerti e sfilate, ma non dimenticando che tanti nodi sul tappeto restano ancora da affrontare. Anche il lavoro dell’artista non è divertissement; anzi l’artista, piccolo o grande che sia, sa che la sua strada s’incrocia inevitabilmente con quello della comunicazione, perché crea un messaggio – non fine a sè stesso – che vuol far conoscere agli altri, fosse anche il vicino di casa. Grandi lavoratori gli artisti, che operano in silenzio, diuturnamente, al chiuso del loro laboratorio, a volte apprezzati, a volte negletti, ma sempre con un impegno radicale. L’arte per gli artisti è la vita, come disse Luigi Pirandello, la catarsi, l’elevazione – non l’evasione – verso un mondo migliore; e non di rado anche inferno e dannazione, purgatorio e sofferenza, macerazione, condanna, martirio.

Pirandello al lavoroPirandello fu grande studioso, infaticabile ricercatore, lavoratore inarrivabile. Il suo magistero fu precoce:
"Papà mio buono, mi darai permesso
che in versacci ti scriva anco una volta!
E’ già da tempo che non m’è concesso,
sia per stanchezza o per pigrizia molta,
di misurar col ritmo il mio pensiero,
che a giogo di parole si rivolta…
I versi miei – lo so – van meno che zero…
(massime questi che son versi in prosa,
e han solo il pregio di parlarti il vero)…"

Lettera poesia del 23 febbraio 1886
 


UNA FAMIGLIA D’ARTISTI D’ALTRI TEMPI

In questo giorno di festa del lavoro, voglio parlarvi di una famiglia agrigentina, che detiene un bel record: quattro componenti e quattro artisti! Guinness dei primati? Non saprei dire; certo è un bel record da emulare. L’arte affina, migliora l’uomo e forse, un giorno, ci salverà. E pertanto questa famiglia merita un plauso per l’impegno del suo magistero, fatto di quotidianità, come è fatta di quotidianità la fatica di tutti gli altri lavoratori.
Il padre, ALFREDO BORDENCA
, abilitato all’insegnamento dell’educazione artistica, pittore e scultore, dirige la galler
ia artistica "Vernissage" di Agrigento.
Nella foto sottostante è riprodotto un quadro molto caro al pittore, la cui arte va dal neofigurativismo all’astrattismo, molto apprezzata fin dall’esordio, quando fu prescelto nel 1974 alla mostra "Giovani artisti" delle Accademie di Roma e di Brera, e nel 1978 fu invitato a far parte alla mostra itinerante in tutta Europa "Proposte italiane per un’arte europea".

Barche stilizzate



BARCHE
STILIZZATE

(Acrilico su tela
cm 100X80)







La moglie, ROSA TIRRITO, docente di lettere, è disegnatrice, pittrice, ma, principalmente, scultrice.
Della scultura percepisce la fluida dinamicità nel susseguirsi dei profili curveggianti e l’arte, se pur singolare e semplice, è lontana da canoni e filoni artistici, perchè la scultrice è autodidatta. L’argilla le è congeniale per la sua duttile rispondenza ad una istintualità da autentica figulina.

kore-alabastro


 La Kore, alabastro







La figlia PAMELA, ceramista e
docente da qualche anno di discipline plastiche al Liceo artistico "Michelangelo" di Agrigento dirige un laboratorio artigianale, in cui sperimenta con successo da svariati anni le sue doti di ceramista artistica. Ha partecipato a varie mostre e fiere, tra le quali il "Sicily the World" di Bordeaux. Per conto della Provincia Regionale sta sviluppando il progetto "Impara l’arte" tenendo corsi di ceramica per giovani.

Vaso ceramica



Vaso Paesaggistico

         (ceramica)

Il tempio di Giunone di Agrigento





Infine, la figlia Ilaria è attrice teatrale di rara intensità, passione che divide con la professione di psicologa. Ha anche doti non comuni di critica artistica, come testimonia il profilo fatto  dell’attività della madre: "Donne che vanno alla ricerca di qualcosa che è rimasto insoluto e, ancor più, misterioso… cercando il nutrimento nelle viscere di un seno abbondante, considerato come parte di sè. Nelle creature femminili di Rosa Tirrito si ritrovano spesso teste di donna che si orientano verso la terra e il cielo…..un orientamento che fa interpretare una possibilità di ritornare alle proprie origini, alla madre terra ma, ancor di più, alla propria madre. Corpi sinuosi di donne similari che sono legate da una simbiosi unica, irrisolvibile, in cui è impossibile vedere un’individuazione di ciascuna. Ma, a volte, si ritrovano volti con uno sguardo unidirezionale, che fa pensare ad un orgoglio, ad una sicurezza rigida, nata dalle ferite, dal dolore di un abbandono…quell’abbandono dal ritmo del cuore, delle emozioni e che ritroviamo in tutte le maternità dell’artista…in cui ogni bambino poggia la propria testa sul seno sinistro, luogo del cuore e delle sue pulsazioni….".

 


  “SCOLPIRE IL MITO” MOSTRA DI ROSA TIRRITO

                     NEL MUSEO ARCHEOLOGICO

Sarà il Museo Archeologico Internazionale di Agrigento ad ospitare la mostra di Rosa Tirrito "Scolpire il mito", che sarà inaugurata venerdì 4 maggio alle ore 18 nella prestigiosa Aula del Telamone e rimarrà aperta fino al 3 giugno.

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Un evento che viene a premiare una famiglia e idealizza il raggiungimento del percorso dell’artista, che senza clamori e enfasi persegue quotidianamente la sua ricerca, orientata al bello, al buono e al vero, come affermò J.W.Goethe, che da viaggiatore volle venire a vedere la Valle dei Templi, il suo panorama, il mare africano, per un bagno di classicità.
La cultura letteraria di Rosa Tirrito si mescola con la creatività che la rendono capace di manipolare la materia con padronanza e tecnica artistica ed affrontare esperienze diverse con risultati altrettanto validi. L’artista sa fondere ritmi, eleganza, plasticità, pathos e rendere, così, sensibile, quasi palpitante la materia cruda, fredda e rozza, trasformandola in un oggetto capace di comunicare con l’uomo e di suscitare nel suo animo sensazioni ineffabili. Per lei forma e contenuto hanno la stessa funzione e stessa importanza nell’opera d’arte come in quella squisitamente letteraria e possono manifestarsi compiutamente e soltanto in un’ inscindibile simbiosi di presupposti etici,intellettuali e umani.

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