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L’AMORE PER I DELFINI E LE TARTARUGHE

Questa mattina, invitato da un mio nipote veterinario, mi sono recato a un interessantissimo convegno. Calogero l’abbiamo visto crescere, tutto dedito all’amore degli animali, e tutti avremmo scommesso che avrebbe abbracciato la professione veterinaria. Egli ha coronato il suo sogno e si è laureato a Messina: dopo un periodo al centro di Linosa, attualmente è il veterinario responsabile del Centro Recupero Fauna Selvatica di Cattolica-Eraclea, che ha lo scopo di recuperare le tartarughe della specie Caretta caretta, catturate accidentalmente dai pescatori operanti nelle marinerie di Licata, Marsala, Mazara del Vallo, Porto Empedocle o Sciacca, per curarle e riabilitarle, prima che siano rilasciate. Il centro dipende dal CTS, un’associazione nazionale ambientalista riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente ed è sostenuto dalla Provincia Regionale di Agrigento, che promuove azioni a sostegno delle riserve istituite nel suo territorio. Il convegno era incentrato sulla verifica dei risultati del progetto Del.Ta (Delfini e Tartarughe), che ha l’obiettivo di proteggere tale fauna marina nelle acque del Mediterraneo, un progetto chiamato Life Natura, avviato nel 2003 con il sostegno della Commissione Europea. A seguito della salvaguardia con la costituzione dell’Area Protetta Marina di Lampedusa, dopo molti anni, le tartarughe marine sono ritornate a nidificare nelle isole Pelagie (Lampedusa e Linosa) e centinaia di nuovi nati hanno popolato le acque del Mediterraneo. Una particolare tutela è stata assicurata alla famosa Spiaggia dei Conigli di Lampedusa, gestita da Legambiente all’interno di una riserva naturale.

Lampedusa Isola dei ConigliLa spiaggia, in passato, era stata oggetto di un impatto umano invasivo ed è stata interessata da un fenomeno di erosione e di dilavamento delle colline soprastanti, a causa dell’apertura di sentieri d’accesso alla spiaggia per consentire una balneazione e un turismo di massa. Attualmente la spiaggia è utilizzabile soltanto per metà e l’altra è disponibile solo per la fauna. Appositi camminamenti evitano danni alla flora e alla fauna. Altro progetto importante è stato quello di difendere le numerosissime specie di piante (oltre 4.300) che sono state messe a dimora, unitamente ad altre centinaia prelevate da altri posti dell’isola. L’attacco dei conigli, che prima mangiavano tutto, compresa la euphorbia dendroides, ottima esca naturale per la pesca delle anguille, è stata limitata al massimo e i risultati dell’attecchimento sono evidenti. Il centro ricerca Delfini di Lampedusa, ha monitorato per tutto l’anno i delfini costieri o tursiopi in un’area di 2.500 Kmq. Con un innovativo sistema di monitoraggio acustico, per il tramite del posizionamento di registratori subacquei (sonoboe), sono stati ascoltati i dialoghi sommersi dei mammiferi marini. Ma un’attenzione particolare è stata rivolta alla pesca, per l’adozione di particolari ami che possano evitare catture accidentali delle specie protette, nonchè per stabilire una profondità di pesca che non arrechi danno alle tartarughe. Tre centri attrezzati sono stati costituiti per il pronto intervento e la cura delle specie protette. Il Centro recupero fauna selvatica e tartarughe marine di Cattolica Eraclea, il Centro recupero tartarughe marine di Linosa, il più importante, il Centro Ricerca Delfini e Primo soccorso tartarughe marine di Lampedusa. Nell’isola di Lampedusa è stato allestito un museo dedicato alla tartaruga marina. Nei tre centri passano almeno 20.000 visitatori all’anno. I partner del progetto sono: La Provincia Regionale di Agrigento, il CTS, il Dipartimento di biologia animale e dell’uomo dell’Università di Torino, che promuove in Italia e all’estero studi sulla biodiversità e conservazione di pesci, uccelli, mammiferi ed invertebrati; l’AGCI Agrital, associazione generale cooperative italiane della pesca per la salvaguardia delle risorse ittiche e per la realizzazione di un modello di pesca responsabile; la riserva naturale orientata dell’isola di Lampedusa gestita da Legambiente; Telespazio che fornisce attraverso il telerilevamento satellitare informazioni e servizi per il controllo, la pianificazione e la gestione dell’ambiente.  

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Il Centro di Cattolica Eraclea(Agrigento)

Cattolica Eraclea è a trenta minuti circa di auto da Agrigento, andando ad ovest verso Sciacca e Trapani. E’ una delle zone archeologiche e naturali più belle della provincia. Su una collina a strapiombo sul mare sorgeva l’antica città greca di Eraclea Minoa, chiamata dai Sicani Makara, la Beata. Ed infatti, tutta la costa è un continuum di alte scogliere di marna a picco sul mare, che i turisti ricercano con il nome di "bianche scogliere di Dover agrigentine". Nella zona sottostante all’antica Eraclea Minoa vi è una bellissima pineta che si estende per chilometri e chilometri, così come la spiaggia di sabbia finissima. Sulla collina di Eraclea Minoa è stato ricavato un antiquarium e può essere ammirato un insediamento urbano e, cosa più bella e rilevante, un Teatro greco, perfettamente conservato. Si pensa che proprio a Eraclea Minoa sia approdato, nell’antichità, il cretese Minosse, il quale rientra nella leggenda sicana del potente re Cocalo. Minosse, che sedusse le figlie di Cocalo, pare sia stato strangolato da esse durante il bagno. Eraclea era una zona d’approdo importante e sulle sue rocce si possono ancora notare le grotte scavate, nelle quali venivano scaricate granaglie ed altri prodotti. Ora la zona si è arricchita del Centro Recupero Fauna Selvatica di Cattolica-Eraclea, visitabile da parte del pubblico, per cui merita almeno una giornata intensa di turismo culturale (compreso il bagno nelle acque azzurrissime e cristalline).
Il centro allestito in una struttura messa a disposizione dalla Provincia di Agrigento (recupero di un’antica casa cantoniera), sorge lungo la Strada Provinciale 29 al km 13, a 5 km dalla cittadina di Cattolica Eraclea e a 13 da Raffadali.
Il Centro Recupero Fauna Selvatica di Cattolica-Eraclea è situato in una suggestiva cornice, nell’entroterra, ed è deputato ad ospitare animali feriti o malati da restituire all’ambiente naturale.
La struttura, che si sviluppa su tre livelli, per un totale di circa 350 mq equamente ripartiti, è circondata da un’area esterna di ca. 600 mq, dove sono ubicate le voliere per il recupero degli uccelli. All’interno, oltre agli stabulari appositamente creati per il ricovero di mammiferi ed uccelli, trovano posto otto grandi vasche in vetroresina, con bordi lisci ed arrotondati e prive di sporgenze interne, ed un efficiente sistema di filtrazione dell’acqua per il ricovero delle tartarughe marine.

La Struttura

Piano terra

Nei quattro vani di questo livello trovano ubicazione l’ambulatorio veterinario, la sala chirurgica, l’ area espositiva e la zona di stabulazione delle tartarughe.
L’accesso al Centro è garantito da due entrate: la prima,che conduce all’ambulatorio veterinario ed alla sala chirurgica, è ad uso esclusivo del personale; la seconda, attraverso la quale si accede alla sala mostra e quindi alla zona di stabulazione delle tartarughe, è invece aperta anche al pubblico.
L’ambulatorio veterinario
, è dotato delle attrezzature di seguito descritte
Tavolo da visita in acciaio con vaschetta raccogli liquidi
Piano di lavoro
Piantana portaflebo
Centrifuga per microematocrito
Refrattometro
Centrifuga per provette 3000 giri, 6 posti
Centrifuga 4.900 giri automatica, 8 posti
Microscopio biologico con testata trioculare, 4 obbiettivi planacromatici ed adattatore fotocamera
Lettore per glicemia mediante strisce
Tosatore Oster 2 velocità completa di testina
Armadietto per i farmaci
Lavabo
In questo vano si trova anche  la sala raggi X, adeguatamente schermata,dietro alla quale è allestita la camera oscura , con lampada inattinica, per lo sviluppo delle lastre.
L’attrezzatura RX è la seguente:
Apparecchio RX con tecnica a 2 punti, con piano portapaziente e tavolo di comando controllato a microprocessore,  potenza 3,3kW, range mAs 0,5-320, frequenza di lavoro 40 kHz
Diafanoscopio 72×43
Cassette 24×30
Cassette 30×40
Telaio 24×30
Telaio 30×40
2 camici da protezione per RX da 0,5 mm con relativi guanti e collari
Vaschetta termostatata per camera oscura con sviluppo manuale
La sala chirurgica
, alla quale si accede dall’ambulatorio, e dotata di zona di rispetto per la sterilità,è dotata della seguente attrezzatura:
Tavolo da chirurgia in acciaio ad altezza variabile con vaschetta raccogli liquidi
Carrello servitore con piede eccentrico
Lampada scialitica a tre fari, con filtro anticalore, 50.000 lux
Piantana portaflebo regolabile in altezza
Apparecchio per anestesia gassosa con vaporizzatore per isofluorano, scatola flussometrica dettagliata e by-pass;circuito aperto Mapleson C e Kab circuito chiuso;kit di sonde endotracheali e palloni di riserva
Mascherina per anestesia piccola e grande
Aspiratore da chirurgia da 1 litro
Autoclave a vapore acqueo con camera di sterilizzazione verticale in alluminio da 18 litri
Set di ferri chirurgici
Inoltre, sempre in questo vano, ma separate dallo stesso da una parete vetrata, è collocata una vasca da circa 1200 lt,divisibile in due da un setto amovibile, per gli esemplari di tartarughe marine da sottoporre a terapia intensiva.
Infine, in un piccolo vano, posteriormente alla sala chirurgica, è ubicato il dispositivo di filtraggio delle vasche di stabulazione.

 

Il Centro Recupero Tartarughe Marine

tartaruga mortadella Un’ala della struttura è destinata alla cura e al recupero delle tartarughe marine. A tal fine, il Centro è dotato di un adeguato sistema di vasche e di impianto di filtrazione dell’acqua di mare, che funziona secondo il principio del ciclo chiuso.
Le operazioni di approvvigionamento di acqua di mare pulita per le vasche di ricovero della suddetta struttura sono  eseguite in un punto già individuato, facilmente raggiungibile da mezzo gommato di trasporto, nel litorale di Siculiana Marina (AG),
Il Centro è dotato di una vasca del volume di circa 800 lt, una vasca del volume di oltre 1600 lt, divisibile in due attraverso un setto di separazione amovibile ed una vasca di oltre 4200 lt, divisibile in tre vasche da 1400 lt grazie a due setti di separazione amovibili. In aggiunta, separata dalla zona aperta al pubblico, e destinata ad animali in terapia intensiva, un’altra vasca di circa 1200 lt, separabile in due attraverso un setto amovibile, è collocata nella zona veterinaria. Tutte le vasche sono in vetroresina; i setti di separazione amovibili consentono di ottimizzare la ripartizione dei volumi in funzione del numero di esemplari ricoverati, garantendo comunque uno spazio vitale sufficiente.
L’acqua di mare, contenuta in una grande cisterna esterna, viene pompata alle vasche, da una pompa centrifuga.
Tra le  attrezzature del Centro rientrano anche un’autovettura per il trasporto degli animali recuperati e un gommone con motore fuoribordo per gli interventi più urgenti.

 Una tartaruga in infermeria

La sala espositiva

Costituisce il luogo dove le attività del Centro vengono illustrate al pubblico;
attraverso una serie di pannelli esplicativi, un chiosco multimediale interattivo e filmati, alcuni dei quali prodotti nell’ambito dei Progetti LIFE Caretta caretta e Del.Ta.si potrà entrare nel mondo della natura e della conservazione. Di qui, inoltre, i visitatori possono accedere alla sala vasche, dove, sotto la guida del personale del Centro, verranno introdotti nel mondo delle tartarughe marine, sia relativamente agli aspetti prettamente medici, che biologici e di conservazione.

Piano primo

Analogamente al piano terra, anche questo è diviso in 4 vani.
Su questo livello trovano ubicazione l’ufficio, il magazzino, la cucina, i servizi per il personale e gli stabulari per uccelli e mammiferi.
L’accesso a questo livello è consentito al solo personale del Centro.
Nel magazzino si trovano stoccati gli alimenti, il freezer,le voliere mobili, e tutto il materiale necessario alla gestione del centro.
Nei 2 vani adibiti a stabulari si trovano le gabbie e le voliere.


Sottotetto

Nel sottotetto, un’ampia area della struttura, si trova la zona nursery, dove vengono tenuti, all’interno di adeguate voliere, i nidiacei, per i quali devono essere garantite le particolari condizioni ambientali atte ad evitare fenomeni di imprinting e di condizionamento negativo.
L’accesso a questo livello è consentito al solo personale del Centro.

 Aree esterne

Il Centro è circondato da un terreno di ca. 600 mq, su parte del quale sono posizionate le voliere più grandi, che, nel rispetto delle disposizioni previste dal decreto dell’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana 17/12/1997 Disciplinare per l’istituzione di Centri di recupero e primo soccorso per gli uccelli,le testuggini di terra e di acqua dolce, sono distinte in:
voliere di quarantena, voliere di ambientamento,voliere di riabilitazione voliere  di convalescenza; più in dettaglio, quelle in dotazione al Centro Recupero di Cattolica sono le seguenti:

una voliera di quarantena, (dimensioni cm 400X200,h 300)

due voliere di ambientamento (dimensioni cm500X200,h300)

due voliere di riabilitazione (dimensioni cm 1000X300,h350; cm 700X300,h350)

una voliera  di convalescenza (dimensioni cm 600X200,h300)

Le voliere sono
 tutte dotate di una copertura a volta e fornite di reti ombreggianti; qui gli uccelli vengono riabilitati e preparati al momento più atteso, anche dagli operatori del Centro: la reintroduzione in natura.

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Sono inoltre in fase di stipula convenzioni con Università per l’assegnazione di tesi e tirocini in medicina veterinaria,biologia e biologia marina, da realizzarsi presso la struttura.
Il personale del Centro non limita il proprio intervento ai soli aspetti sanitari, occupandosi anche del rilevamento dei dati biometrici, parassitologici, ecotossicologici e di tutte le operazioni relativa alla marcatura individuale degli animali. La marcatura delle tartarughe marine è ovunque reputata indispensabile per approfondire lo studio degli spostamenti e della ecologia della specie, al momento nota solo in modo insufficiente. Principalmente la marcatura è impiegata per conoscere gli spostamenti delle tartarughe, la loro permanenza in determinate aree, il tasso di crescita e la biologia riproduttiva.

Poiana Agostina

Il servizio Pronto Intervento Tartarughe

Il Centro di Cattolica-Eraclea fa parte di una più ampia rete di Centri di recupero tartarughe marine, distribuiti in diverse regioni italiane, istituiti ed istituendi nell’ambito del Progetto LIFE Natura 2004 “Tartanet – un network per la conservazione delle tartarughe marine in Italia”.Grazie alla collaborazione della Europ Assistance, attraverso un numero verde attivo a livello nazionale 365 giorni l’anno 24 ore su 24, è possibile collegarsi telefonicamente ad una Centrale Operativa che raccoglie la richiesta d’intervento smistandola tempestivamente agli operatori del Centro Recupero più vicino che potranno così intervenire.

Attività

La crescente pressione antropica in atto sulle zone rurali unitamente alle radicate tradizioni venatorie della regione (che in alcune circostanze sfociano nella superstizione, come nel caso delle stragi dei falchi pecchiaioli consumate ogni anno soprattutto lungo lo Stretto di Messina), sovente rendono la convivenza tra uomo e animali critica.
E’ sempre meno raro infatti rinvenire animali selvatici in difficoltà, feriti, intossicati, talvolta dispersi.
In quest’ottica appare evidente che la principale attività del Centro di Recupero è legata alla cura, alla riabilitazione ed alla reintroduzione in natura, previa marcatura, degli esemplari ricoverati. Personale specializzato e di esperienza si occupa dei pazienti, tanto per gli aspetti medico-chirurgici che per quelli di degenza. Analogamente a quanto avviene per le tartarughe marine, una volta giunti al Centro gli animali vengono schedati (numero di riferimento, mittente, località di ritiro, modalità di recupero, patologia, sesso, dati biometrici ecc.) e successivamente condotti in infermeria.
Dopo essere stato visitati, gli animali vengono sottoposti alle cure del caso, che possono andare dall’intervento medico a quello chirurgico, passando successivamente a quello infermieristico e riabilitativo. Per quanto riguarda la fase di riabilitazione al volo degli uccelli, tra gli animali più sensibili agli agenti esterni, questa avviene in voliere schermate al fine di evitare ogni fattore esterno che possa agire anche indirettamente sull’animale, aumentandone i livelli di stress.
L’altro fondamentale obiettivo del Centro di Recupero di Cattolica-Eraclea è la sensibilizzazione del pubblico, attraverso la quale si vuole avvicinare alla natura ed alle problematiche della conservazione della biodiversità una platea sempre più vasta.
A tale scopo il personale del Centro, coadiuvato da volontari, liberi professionisti e da esperti del settore, organizza un calendario di eventi che oltre alle già citate visite guidate, prevedono attività didattiche, giornate a tema, liberazioni pubbliche.

 

 

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