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ABITARE QUESTA TERRA

Il poeta Nino AgnelloIl titolo del post è quello di una bella silloge, che origina dalla prima poesia, così titolata, di un mio amico poeta, scrittore, saggista, Nino Agnello, che oggi compie il suo 70° genetliaco, una vita interamente dedicata alla letteratura. Oggi, presso il Liceo Ginnasio “Empedocle”, lo stesso dove studiò Luigi Pirandello, e nel quale per tantissimi anni Nino Agnello è stato apprezzatissimo docente di materie letterarie, in suo onore è stata organizzata una bella cerimonia. Io non potrò essere presente per concomitante impegno fuori sede, in un convegno in cui sono correlatore, ma gli ho dedicato per l’occasione una recensione che gli farò pervenire e che sarà letta in pubblico. Su questo blog voglio pubblicare proprio la poesia d’incipit della sua bellissima, colta e profonda raccolta di liriche 2000-2004:


ABITARE QUESTA TERRA

 
O mio corpo fedele

duro, affaticato,

paziente mi segui

per tutte le escursioni del giorno

non servo ma socio e compagno

a specchio di sole o luna macilenta.

 

Sai bene che non siamo nati

per le lettighe dell’ozio,

per ondeggiare, dalla finestra,

su cime d’abete solitario.

Seguiamo la condanna di Caino:

abitare questa terra

e innaffiarla con pioggia di sudore.

 

Quando è tempo, poi,

ci godiamo sapori di albicocche.


Il poeta Nino AgnelloCi sono in questa poesia, e in tutta la raccolta, innegabili reminiscenze pavesiane, che s’incarnano nella pesantezza della fatica dell’ "abitare la terra", destino e quintessenza della vita dell’uomo, votata alla relazione, ma il cui frutto potrà essere goduto in un "poi" futuribile, magari episodico e transeunte, ma sicuramente desiderato e desiderabile. In essa è insito il ruolo dell’intellettuale e del poeta di oggi, siccome Agnello dimostra in tutta la sua vasta, colta e variegata produzione, e nel suo magistero di docente:


 IL CANE RANDAGIO


Mi dicono cane randagio,

cane senza padrone.

Ma gli uomini non lottano

per essere tutti senza padrone?

Io mi stimo un essere libero.


(tratta da " Le belle Fabelle" di Nino Agnello)


Le opere

 

Poesia: Dialoghi della mia solitudine, Milano 1960; Vento caldo, Padova 1969; Cerchi concentrici, Roma 1980; La danza dei delfini, Caltanissetta 1980; Tutte parole, Agrigento 1984; La spiaggia, ivi, 1985; All’ombra del basilico, ivi 1987; Ancilla Domini, ivi, 1988; L’età felice, Catania 1985Le colombe di Galla Placidia, Roma 1990; Eldorado, Palermo 1991; Il muro di Berlino, Pisa 1991; Palermo volti e cuore, Palermo 1993; Sogni al tombolo, Milano 1995; Chitarra Fedele, Foggia 1997; Accadimenti, ivi, 1998;  Convivalia, Agrigento 1998; Parole di granito, Roma 2000; Le forme del divenire, Arezzo 2001; Le belle fabelle, Agrigento 2002; Abitare questa terra, Ragusa 2005;

Narrativa: Un paese come tanti, Palermo 1977; L’età felice, Catania 1984; Eldorado, Palermo 1991; Il muro di Berlino, Pisa 1991; La casa  con gli archi, Palermo 1997; Il romanzo di Empedocle, Agrigento 2002; Gerlando uomo di Dio (dramma), Agrigento 2003; Una vita per Omero, Agrigento 2005;

Critica letteraria: La narrativa di Cesare Pavese, Palermo 1982; Agrigento in versi, Agrigento 1985; Luigi Pirandello, il fu Mattia Pascal, Palermo 1994; Empedocle, Frammenti, introduzione e traduzione, Agrigento 1998; La poesia di Carlo Betocchi, Foggia 2000; Neruda e Quasimodo, Palermo 2002; Pino D’Agrigento, Uno scrittore siciliano del Novecento, Agrigento 2004; Novelle agrigentine di Pino d’Agrigento, introduzione e scelta.

 

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