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I VIAGGIATORI DELLA FANTASIA

 

EMILIO SALGARI
ESEMPIO DOC

 

L’Asia e l’estremo oriente hanno esercitato da sempre una grande suggestione sulla mentalità europea. Se si pensa che già 2.500 anni fa, il filosofo agrigentino Empedocle raggiunse l’Egitto e l’India e ne fu influenzato nelle sue applicazioni mediche, oltre che esoteriche, si spiega la fecondità dell’interscambio che c’è stato tra la cultura occidentale e quella orientale. Il mondo è stato sempre un sistema di vasi comunicanti e i grandi viaggiatori, forse più delle migrazioni, delle invasioni e delle guerre, sono stati gli artefici di questo continuo travaso culturale.

Ma a volte anche senza viaggiare, o meglio viaggiando con la fantasia, gli autori sono riusciti a darci dell’Asia un quadro coincidente talmente con quello reale, da interrogarci sul serio su quale sia la linea di demarcazione tra il reale e l’immaginario.

                                      Il più grande scrittore d’avventura italiano

Emilio Salgari ritrattoEmilio Salgari nacque a Verona il 21 agosto 1862, da padre veronese e da madre veneziana, in una famiglia di piccoli commercianti. Non brillò negli studi, ma ben presto scoprì in sé l’amore per il mare e per i viaggi, forse a causa di influenze materne. Si iscrisse, infatti, nel 1878 al Regio Istituto Tecnico e Nautico “P.Sarpi” di Venezia, allo scopo di conseguire il titolo di capitano di Marina, ma dovette interrompere gli studi, inizialmente molto lusinghieri. In trent’anni di carriera di scrittore riuscì a scrivere ottanta romanzi e oltre cento racconti, oggetto d’imitazioni e di falsi letterari, conosciutissimo in Italia e all’estero. Le tirature dei suoi libri furono altissime.

Capitano e cavaliere- L’unica vera esperienza di navigazione, che lo scrittore fece, fu quella sul mercantile “Italia Una”, per tre mesi sulla costa adriatica fino a Brindisi e su quella dalmata. Si faceva chiamare capitano, ma il titolo non l’acquisì mai, mentre invece, per i suoi meriti di scrittore, fu nominato cavaliere. Si firmava Cap. Cav. Salgari.

Un viaggiatore senza bagaglio- Il viaggio di tre mesi sulle coste adriatiche e dalmate fu per lui così esaltante, da sbrigliare incredibilmente una fervidissima fantasia. A tutto quello, che non aveva potuto acquisire come esperienza diretta, sopperì con una ferrea applicazione negli studi e nelle ricerche, che gli diedero la possibilità di ricostruire perfettamente gli ambienti, gli usi, i costumi e le tradizioni dei popoli della terra. Le indicazioni geografiche di Salgari sono precisissime, e gli errori – pochissimi – sono dovuti unicamente a sbagli altrui.

La tigre del BengalaL’Asia di Salgari-  Il ciclo che ha colpito di più la fantasia dei ragazzi, ma anche di giovani e meno giovani, è quello dei misteri della jungla nera e dei pirati della Malesia, in gran parte dominato dalle figure di Sandokan e dell’amico europeo Yanez. Sia pure in modo elementare, Salgari descrive i sentimenti di amicizia, amore, onore, lealtà, tradizione, vendetta, protezione dei deboli e degli oppressi, rispetto dei vinti e delle regole universali scritte e non scritte. Gli intrecci delle azioni, la suspense continua, la ricostruzione degli ambienti esotici sono così accattivanti, da creare un’attesa quasi spasmodica nel lettore, che viene catturato. L’amore di Sandokan per l’inglese Marianna, la perla di Labuan, ne Le tigri di Mompracem, è uno degli argomenti che contrassegnerà (e sarà sempre presente) tutti i romanzi del ciclo. Le lotte tra i potenti inglesi e gli “sparuti” tigrotti sarà uno dei temi più rilevanti del ciclo.

I misteri della jungla nera (1895); Le Tigri di Mompracem (1900); I pirati della Malesia (1896); Le due Tigri (1904); Il re del Mare (1906); Alla conquista di un impero (1907); Sandokan alla riscossaLa riconquista del Mompracem (1908); Il Bramino dell’Assam (1911); La caduta di un impero (1911); La rivincita di Yanez (1913). (1907);

Ignorato dalla critica- Salgari esordisce nel 1883 con il romanzo I pirati della Malesia, uno dei suoi capolavori, pubblicato a puntate sulla Nuova Arena di Verona, giornale di cui era diventato redattore. Il successo è immediato. Comincia a pubblicare, uno dietro l’altro, romanzi su romanzi, nonché racconti in tema: il successo è strepitoso, le tirature eccezionali. Eppure i ritorni economici non sono adeguati alla fama raggiunta. I critici sembrano ignorarlo. La sue opere, giudicate antiletterarie, vengono snobate. Eppure, piacciono al grande pubblico.

Osteggiato dalla pedagogia- La pedagogia, soprattutto cattolica, quella becera, formalista e bacchettona, guarda con diffidenza, o addirittura osteggia, l’opera salgariana, sostenendo la tesi di una tendenza all’esaltazione di valori diseducativi per i giovani. Eppure non c’è giovane che non abbia conosciuto all’epoca, ma anche nelle generazioni a venire, l’opera di Salgari, direttamente o indirettamente. Le avventure dello scrittore veronese interessano per la descrizione di uomini e cose, modi di vivere, tradizioni e ambienti di mondi lontani, che affascinano e avvincono, sviluppando la fantasia e la ricerca. Così come la fantasia porta lo scrittore ad evadere in mondi nuovi, sconosciuti, misteriosi, quella dei lettori si mette in viaggio permanente e riesce a vedere, come in una rappresentazione filmica, realtà inimmaginabili e avventure impensabili. Inoltre i romanzi di Salgari sono una miniera d’informazioni, riescono a descrivere realtà e modi di pensare di popoli diversi e lontani e cattura per questa primitività di fondo e naturalezza di vivere. Salgari è stato tacciato di avere un’impostazione morale e sentimentale elementare, ma è invece questa sua semplicità divulgativa che va al cuore e all’immaginazione del lettore, al di là del linguaggio antiletterario.    

Una vita di sacrifici, la difficile convivenza con la pazzia, il suicidio- Salgari subì l’esperienza traumatica del suicidio del padre avvenuto nel 1889, ma assai presto dovette sperimentare la pazzia della moglie Ida Peruzzi, attrice di Teatro, da lui sposata nel 1892, che già nel 1903 cominciò a denunciare segni di disordine mentale. I soldi per le cure non bastavano mai e anche lo scrittore, profondamente provato dalla situazione e dalla necessità di scrivere per procurarsi di che vivere e per curare la consorte, entrò in depressione. Nel 1910 Emilio Salgari tenta di suicidarsi. Nel 1911 è costretto a ricoverare la moglie in manicomio, una settimana dopo si suicida. Lascia una lettera ai figli e una sarcastica agli editori. Due suoi figli, Romero (1931) e Omar (1963), come il padre, si suicideranno.

Un caso editoriale-  Ad onta del discredito della critica e della pedagogia, Salgari fu popolarissimo e il suo fu un autentico caso editoriale, che determinò oltre un centinaio di falsi. Dal 1892 al 1898, sotto contratto, a Torino Salgari lavorò con l’editore Speirani e dal 1898 con l’editore Antonio Donath, prima a Genova, e poi nuovamente a Torino. Nel 1906 Salgari fu con Bemporad. Gli editori con Salgari si arricchirono, ma i ritorni economici dello scrittore non furono sufficienti a far vivere la famiglia nell’agiatezza. Le condizioni della famiglia, appesantite dai debiti per le cure della moglie, furono sempre precarie e lo scrittore ne risentì alquanto. Salgari suicida lasciò la seguente lettera polemica agli editori:

Ai miei editori,
A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche più, chiedo solo che, per compenso dei guadagni che io vi ho dato, pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna
Emilio Salgari

 

                                     UN VIAGGIO IN THAILANDIA

National Park Thailandia

 Da ragazzo sono stato un accanito lettore di Emilio Salgari, e il ciclo dei Pirati della Malesia e dei Misteri della jungla nera l’ho letto più volte. Andare in Asia per me ha sempre rappresentato un sogno, che finalmente potrò realizzare, partendo domani per la Thailandia, la terra degli uomini liberi, un mondo affascinante, che dicono un autentico paradiso terrestre. Ogni luogo ha le sue peculiarità, che lo differenziano da altri luoghi, ma la Thailandia, di cui si sta scoprendo recentemente il valore di una civiltà a sé stante, nel panorama di un’Asia dai mille fascini, è forse la meta prediletta dei viaggiatori che vogliono fare una scoperta nelle scoperte, delle quali si è sentito assai spesso parlare. Il mondo dell’antico Siam, così misterioso e impenetrabile, può essere gustato soltanto vedendolo. Neanche Emilio Salgari, viaggiatore senza bagaglio dall’immaginazione prolifica, ci sarebbe forse riuscito.

Thailandia, sfilata in costume tipico

Una donna thailandese

L’incipit di un racconto su un viaggio in Thailandia, che ho in mente e potrò scrivere dopo avere visto.

Il viaggio di Luz

(racconto)

 

La sera prima di partire, con gli occhi umidi di pianto, Luz rilesse i versi di Giorgio, che chiudevano l’ultima sua lettera:

 

Scabre sono le parole

con unico significato,

come naturali sorrisi

che germogliano dall’anima…

 

A RISENTIRCI A DOPO IL GIORNO 20

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