Tag

, ,

DALLA THAILANDIA CON AMORE

 

Un vero viaggio di scoperta non è scoprire
nuovi luoghi ma avere nuovi occhi”, Marcel Proust

 

PARTE SECONDA

BAMBINI DI THAILANDIA

 

I bambini di Thailandia


Nel villaggio dei LannaNel villaggio dei Lanna



 

Impastati d’astrattezza

noi occidentali

ci meravigliamo

se l’umiltà altrui

è un modo di essere,

Nel triangolo dscambiamo la gentilezza

per dabbenaggine

e non vogliamo mai imparare

da chi sapendo meno di noi

Nel villaggio dei Lannaci offre soltanto un sorriso.

Negli sguardi luminosi

i bambini di Thailandia

sembrano tutti

piccoli Buddha

e ciascuno, se vuole,

può trovare in essi un messaggio

di pace e di semplicità.

 

In un asilo tra le risaie

in un asilo
 

Giunti alfine e visitate le risaie

avvistammo un prefabbricato

tra capanne che danzavano

malferme nella verzura:

era l’asilo d’infanzia del villaggio.

Sul limitare, guardinghi, i bambini

avevano sospeso le assegnate incombenze,

meravigliati dell’intrusione dei visitatori.

La regola prima, che loro avevano imparato,

– il rispetto dell’altro – era violata

(ma l’innocenza non ha saputo mai proibire)

e si schermirono appena alla protervia

degli invasori, sorridendo disincantati;

altri, con occhi perplessi e il viso imbronciato,

quasi per supplica, sembravano chiedere:

“Gli stranieri vogliono frugare nella nostra povertà?

Cos’altro si può vedere in un asilo

se non bambini che cantano, giocano

e studiano i primi rudimenti della lingua?

E’ diversa, la nostra povertà da quella

dei nostri fratelli d’Europa?”

In un asilo 

Quassù la rinuncia è scelta di vita;

per i bambini il bastone non è solo bastone

è anche cavallo da cavalcare

e le bambole di stracci fatte in casa

sono più amate di quelle di seta

delle migliori boutique di Chiang Mai.

Abitano sulle palafitte, i bambini dei villaggi,

in capanne che ai loro occhi sembrano castelli

e lì inventano la vita d’ogni giorno:

nella stanza comune, dove si mangia,

nel dopopranzo studiano assorti,

mentre le madri filano roba da vendere;

se piove, finiti i compiti, dopo le preghiere,

iniziano i giochi e, alfine, stanchi

s’allungano su pagliericci per dormire.

Ai bambini dei villaggi non mancano i sogni,

ma li custodiscono gelosamente nell’intimo,

per quel giorno in cui tutto cambierà.

 

Il figlio del pescatore

Sul fiume 

Il figlio del pescatore

nuota festoso

nel fiume fangoso;

non importa se il genitore

ha preso alla rete

più sogni che pesci

e magro risulterà il guadagno

al mercato del villaggio:

Villaggio sul fiumegrande sarà il merito, invece,

nel Nirvana dei cieli.

 

La ribellione di Melo-Sichei

 Madre e figlia, donne giraffa

Nel paese dei Padong

Melo-Sichei canta

con voce melodiosa

il suo inno di ribellione,

nello stand stracolmo

di statuette intarsiate

che offre ai turisti.

 

I popoli sono tutti fratelli

io non voglio portare  anelli…

 

Un collo allungato

dal peso di anelli d’oro

non è distinzione di stirpe

né bellezza di donna,

ma sforma soltanto le spalle

tra lancinanti dolori.

 

I popoli sono tutti fratelli

io non voglio portare  anelli…


La schiavitù delle donne giraffa

non è conosciuta

nelle grandi città

e Melo-Sichei,

già mito sui monti,

sogna d’andare a Bangkok

in una scuola d’incisione,

per annunciare al mondo intero

con voce melodiosa

l’inno di ribellione.
 

I popoli sono tutti fratelli

io non voglio portare  anelli…

 Nel paese delle donne giraffa

Sul Doi Suthep

 Nella jungla

Due draghi alteri a sette teste

con lunghe code multicolori

di pietra smaltata s’arrampicano

sinuosi sui fianchi della scalinata

di duecentosessanta gradini

e sembrano ammonire i forestieri:

lassù bisogna osservare

religioso silenzio.

La scalinata del Doi Suthep

Al passaggio, s’alza una nenia di bambine

dai variopinti costumi Lanna;

accoccolate sugli scalini invocano…

Sulla scalinata del tempio 

Un bath, Signore, un bath…

Un bath per campare

Un barh per mangiare

Un bath per studiare

 

Un bath è la quarantacinquesima

parte d’un euro, meno d’un obolo:

perché non dare l’intero?

Le piccole prefiche rifiutano sdegnose,

non chiedono l’elemosina

danno in cambio un souvenir

o si mettono in posa per una foto ricordo.

 Sulla scalinata del tempio

Una foto un bath, Signore…

Un bath per campare

Un barh per mangiare

Un bath per studiare

 

Ripetono in coro con un sorriso

e in cambio accettano offerte generose.

 A scuola di Buddhismo

Nel tempio del Wat Prathat

regna la preghiera

 e la musica di giovani orchestrali


Orchestra di giovanie suonano campane tibetane.

La città di Chiang Mai, Rosa del Nord,

ricca perla della Svizzera Thai,

si stende lontana nella valle.

Più vicina s’immagina la suggestiva Himalaya

che s’intravede lontanissima nella foschia di nubi.

 Dal Doi Suthep
 

Un giovane monaco

 Giovane monaco buddhista

Un giovane monaco s’immagina

di vegliare come fece Buddha,

assiso sulla silenziosa riviera,

mentre esorcizzava, nel trascorrere

degli astri, il primigenio teorema.

 

Alterna è la sorte dei mortali

nello sconfinato universo;

ciascuno paga la colpa

della sua sofferenza

e la vicenda non ha fine.


Solo ci salverà l’innocenza

In un villaggio della junglaNel triangolo d

 

Advertisements