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KAFKA, SHAKESPEARE, BECKETT
L’INSICUREZZA ONTOLOGICA

 

“Mettete gli individui in condizione di volere la stessa cosa, di odiare le stesse cose, sentirsi trattati alla stessa maniera, e il loro comportamento sarà prigioniero. Avrete i vostri consumatori o la vostra carne da cannone.” (Ronald D. Laing, La politica dell’esperienza)

 

Ne L’io diviso, lo scozzese Donald D. Laing (1927-1989), psichiatra esistenziale, così definisce la sicurezza ontologica:

Un uomo può avere il senso della sua presenza nel mondo come persona reale, viva, intera e, in senso temporale, continua. Come tale vive nel mondo e ne fa parte, e incontra gli altri; e sia questi che quello vengono vissuti come altrettanto reali, vivi, interi e continui.”

Per esaminare ciò che consegue all’assenza o al difetto di sicurezza ontologica, egli attinge al parallelismo letterario introdotto dal critico letterario Lionel Trilling, che evidenziò il contrasto tra sicurezza e insicurezza ontologica in Keats, Shakespeare, Kafka e Beckett. Tralasciando Keats, la cui posizione viene assimilata a quella di Shakespeare, Trilling così sintetizza il contrasto tra Shakespeare e Kafka:

Franz Kafka“Il mondo di Shakespeare, non meno di quello di Kafka, è quella prigione con cui Pascal definisce il mondo, dalla quale ogni giorno  i condannati vengono condotti a morire; non meno di Kafka, Shakespeare ci costringe a vedere la crudele irrazionalità della condizione umana, la vita come un racconto detto da un idiota, gli dei puerili che ci torturano non per punizione ma per divertirsi; non meno di Kafka, Shakespeare si sente rivoltare al fetore della prigione, chè nulla è in lui più caratteristico delle sue immagini di disgusto. Ma nella cella di Shakespeare, in quale miglior compagnia ci si trova! I capitani e i re, gli amanti e i buffoni di Shakespeare sono vivi e completi fino all’ora della morte. Ma in Kafka qualcosa di terribile è stato fatto ai condannati già molto tempo prima che la sentenza venga eseguita, anzi molto tempo prima che si istituisca il maligno processo… Essi sono stati spogliati di tutto quello che si addice all’uomo, tranne la sua astratta umanità, che però, come i loro scheletri, non gli si addice mai del tutto. Sono senza parenti, senza casa, senza mogli o figli, senza impegno o appetito; sono a loro estranei il potere, la bellezza, l’amore, l’ingegno, il coraggio, la lealtà, la fama; e il senso di orgoglio nel possedere queste cose…”

E’ la concezione psicoanalitica della poetica di Kafka, abbastanza aderente alle tematiche trattate,Franz Kafka con le sorelle Elli e Valli indipendentemente dalla sua visione religiosa, preconizzata da Max Brod. Ma la critica di Trilling appare anche rivelatrice della concezione esistenzialistica delle opere kafkiane (che del resto fa tutt’uno con quella psicoanalitica), laddove individua la condizione di insicurezza di fondo di Samuel Beckett, nei cui personaggi s’individua la convinzione di essere vivi senza esserlo, in una situazione di solitudine assoluta e radicale rispetto al mondo; situazione che peraltro troviamo anche nelle opere di Camus, ma che fu il mal di vivere di tutti i maggiori scrittori del ‘900 e espressione della crisi del secolo. In due battute della piéce Aspettando Godot di Beckett si evince esemplarmente questo dramma esistenziale.



ESTRAGONE  Troviamo sempre qualche cosa, eh, Didi, che ci dà l’impressione di esistere?

VLADIMIRO  (con impazienza)  Sì, sì, siamo dei maghi. Ma pensiamo a quello che dobbiamo fare, prima di scordarcene.

Più di tutti, Kafka seppe evidenziare la condizione d’ isolamento senza scampo dell’uomo contemporaneo, prigioniero persino del suo io, impotente a raggiungere il castello dell’ "umana" esistenza (o della trascendenza) e costretto a rintanarsi, sempre più, nel profondo della sua coscienza, braccato invariabilmente da forze cieche.

Il Karlstejn

A Kafka

Il buio negli angoli

l’ombra sui prati,

la sera nasceva

il giorno moriva

Guardavi nell’aria

con occhi di cristallo,

non t’addolcivano

carezze di mani

né parole sommesse

o musiche lontane.

 

(Ubaldo Riccobono, tutti i diritti riservati)

 

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