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VINCENZO SCIAME’
LA SIGNORIA DEL ROSSO

“Ogni elemento ha un suo colore: la terra è azzurra, l’acqua è verde, l’aria gialla, il fuoco rosso; poi vi sono altri colori casuali e commisti, appena riconoscibili. Ma tu bada con cura al colore elementare che predomina, e giudica secondo quello”                    

                                                                                                                            Paracelso

 

Il pittore Vincenzo SciamèOgni pittore ha la sua tecnica e il suo colore prediletto. Dicono che Leonardo da Vinci si recasse spesso nelle chiese per osservare il colore viola dei vetri istoriati: pare che il viola impressionasse la sua retina, a tal punto da propiziare in lui la predisposizione d’animo ideale per comporre le opere. Vincent Van Gogh, invece, era sedotto dal giallo, dal giallo delle aie bruciate della Francia, che destava in lui effetti subliminali. A Van Gogh il giallo squillante del “Caffè di notte” di Arles fece dire addirittura che in quel caffè si poteva impazzire fino al suicidio. Per Vincenzo Sciamè il rosso dei suoi dipinti è quasi totalitario, derivando dal suo modo di essere inquieto, di pittore che cerca una verità assoluta.
Il colore rosso, in pittura, può avere ambivalenze di significati, sia positivi che negativi, ma in Sciamè vuol significare passione, emozione, vivacità, espansività, calore, energia e luce. Nelle tele di Sciamè non c’è la fissazione dell’attimo, di una suggestività, ma piuttosto la rappresentazione onirica che si radica nel tempo e nello spazio, che diventa immanente espressione d’universalità.

 

Elegia del rosso
Venti anni di rosso (1986-2007)


Sciamè Elegiadel rosso Vincenzo Sciamè ritorna alle origini, a Sambuca di Sicilia, suo paese natale, terra accesa di rivendicazioni contadine, terra sanguigna, che ha forgiato in lui il temperamento d’artista. Lo fa con la presentazione del libro, edito da “Editori Riuniti”, “Elegia del rosso”,  che riproduce quasi 150 opere ad illustrarne l’itinerario in questa sua maestria di colore. Non si tratta di un semplice catalogo, ma di un volume completo, ricco di saggi e di spunti critici, che ne mettono in risalto in tutte le sue implicazioni il variegato percorso.

Vincenzo SciamèSciamè, Elegia del rosso

Il titolo appare emblematico, perché il termine elegia deriva dal latino ex-lego (scegliere da) e questa “elegia del rosso” vuol connotare, quindi, non solo l’elezione del rosso tra tutti i colori possibili, ma soprattutto la scelta dettata dall’anima ardente di un artista, che se ne sente invaso e pervaso.

Sciamè, Elegia del rossoSciamè dialoghi dNel medesimo contesto, sarà inaugurata la mostra “Venti anni di rosso” con la esposizione di numerose tele tutte inneggianti al colore principe dell’artista, nel periodo 1986-2007.

La rosa della libertà, Vincenzo Sciamè


Il rosso e il nero
Le tematiche artistico-letterarie

 
Stendhal



Secondo il giornalista Paule-Emile Forgues, il titolo del romanzo di Stendhal, Le rouge e le noir (Il rosso e il nero) deriva dal fatto che il protagonista,  Julien, prima fu  soldato sotto Napoleone, poi fu costretto ad indossare la tonaca. Altri radicalizzano questo concetto, vedendovi l’allusione al contrasto tra napoleonismo e clericalismo. C’è chi dice inoltre che Stendhal si riferisse al sangue che imporporava la veste del seminarista; e altri ancora, infine, che esistesse un certo collegamento al gioco della roulette. Certo è che Stendhal era stato abilissimo a trarre, da uno spunto di cronaca, uno studio d’introspezione drammatico intenso ed avvincente.






stendhal Immagine-04


Fu il gusto della passione, quella di Stendhal, che gli fece scoprire l’universo italiano, terra per antonomasia delle travolgenti passioni e che gli fece concepire, attraverso manoscritti ricopiati del rinascimento, “Cronache italiane”, in cui racconta un mondo romanzesco di ambiguità, di amori e delitti. Per Stendhal nell’uomo albergava un possente sentimento che lo faceva elevare, ma anche l’ombra, l’oscurità, il buio che l’attiravano al suolo: il rosso e il nero. E’ da simili tematiche, da questo contrasto quasi manicheo che prendono origine le tematiche pittoriche-letterarie di Vincenzo Sciamè, con l’uso quasi violento del rosso, in contrasto con il nero che vuol rimarcare la parte più nascosta dell’io.




Vincenzo SciamèApparenza e finzione, essere e non essere, vita e morte, vengono ricreate nella mostra pirandelliana “La luna nel caos”, attraverso un gioco di specchi che deforma la realtà, che non poteva non trovare un contrasto netto tra rosso e nero, a sancire il processo di scissione dell’io. Nella tela, che si riferisce alla novella pirandelliana, “Lo scialle nero”, lo scialle, adagiato mollemente sul fondo di un abisso rosso e sanguigno, rappresenta, in un quadro di passione e repulsione, la morte orrenda di Eleonora, scaraventata nel burrone dal marito-amante.

Vincenzo Sciamè, pittoreLa scissione dell’io del romanzo Uno, nessuno e centomila, viene vista attraverso una cornice di forte tonalità rossa che circonda un uomo senza volto immerso in un buio predominante.

Vincenzo Sciamè, dal Gattopardo Nera è, invece, la cornice del quadro, che circonda un tramonto di fuoco di palazzi palermitani del Gattopardo, con il risultato di una sensazione netta di un mondo che muore, pur negli ultimi bagliori di passione.

Vincenzo SciamèIn questa tela, la visione della facciata della semidistrutta chiesa del Gattopardo, a Santa Margherita Belice, lascia intuire un duplice dramma: la fine del mondo dei Gattopardi e il terremoto del Belice. L’aggiunta a contrasto dell’onirico colore azzurro sembra mascherare nel sogno una realtà che va in frantumi.

Vincenzo Sciamè (www.vincenzosciame.it, linkato sul mio blog pittore Sciamè) ha eseguito tre murales nell’isola di Ustica, ha dipinto il murale "Sette lune per Cirella" nel comune di Diamante (CS) e un altro "Castellana mon amour" a Castellana Sicula. Ha dipinto l’abside della chiesa di San Francesco d’Assisi a Cisterna Latina. Ha esposto all’Italia e all’estero. Le sue operesono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia, Francia, Germania, Svizzera, Austria, Russia, Stati Uniti, Canada, Argentina. Opera a Roma e a Velletri, dove vive.


(Ubaldo Riccobono, ogni diritto riservato. I diritti delle immagini dei quadri appartengono al pittore)

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