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63^ SAGRA DEL MANDORLO IN FIORE
53° FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FOLKLORE
**AGRIGENTO 3-10 FEBBRAIO 2008**

 Tempio della Concordia, Agrigento
Sommario: I) L’eterna primavera che si rinnova nella valle; II) I bambini del mondo; III) Folklore ed Amicizia; IV) L’Opera dei Pupi al Teatro della Posta Vecchia; V) Pirandello e il Folklore; VI) Gemellaggio e la Sagra a tavola; VII) La Mostra del libro; VIII) “La Settimana Ungherese".

I
L’ETERNA PRIMAVERA
CHE SI RINNOVA NELLA VALLE

Mandorlo in fiore
Nella Valle dei Templi la primavera è arrivata in netto in anticipo e il mandorlo è già in piena fioritura. Da questo sortilegio della natura, che si ripete invariabilmente, 63 anni fa è nata la Sagra del mandorlo in fiore, dapprima come evento folkloristico regionale, e successivamente – dieci anni dopo – assurto a dimensione internazionale, come festa intesa quale legame di pace tra i popoli, con gruppi, provenienti da tutte le parti del mondo, che si ritrovano nella mitica valle greca, a danzare nei loro caratteristici costumi. La cultura dell’amicizia fu il messaggio originario del filosofo della natura Empedocle, che l’ha tramandato come valore perenne, in una Valle unica al mondo, oggi diventata Patrimonio dell’Umanità. Non a caso Pindaro definì Akragas “la più bella città dei mortali”.

 Agrigento Tempio di Castore e Polluce

Agrigento, Tempio di Castore e Polluce

Agrigento, Tempio di Castore e PolluceAgrigento, Tempio di Castore e PolluceMandorlo in fiore, Tempio di Giove AgrigentoAgrigento, Telamone, Tempio di GioveMandorlo in fiore, Tempio di GioveMandorlo in fiore e Tempio di Ercole

II
I BAMBINI DEL MONDO

 I bambini del mondo
Ad aprire la kermesse sarà il festival “I bambini del mondo”, un vera manifestazione nella manifestazione, giunta ormai all’ottava edizione, ma rivelatasi subito per il suo elevatissimo spessore: gruppi agguerritissimi, danze e costumi così vari da incantare gli spettatori smaliziati.

I bambini del mondo

Peraltro, l’evento si svolge sotto l’alto patrocinio dell’Unicef, allo scopo di poter sviluppare un progetto di solidarietà e di beneficenza internazionale “I bambini aiutano i bambini”.Inoltre, l’Accademia di Studi Mediterranei di Agrigento ha indetto, quest’anno,  un convegno “I bambini del Mediterraneo nel terzo millennio” ( 1 e 2 febbraio), che affronterà le problematiche giovanili sotto molteplici aspetti. Sarà conferito, infine, sempre dalla predetta associazione, il premio Nicholas Green, al fine di ricordare agli adulti la necessità di tutela dei diritti dei bambini.    

I bambini del mondo  

III
FOLKLORE E FRATELLANZA

 
Accensione del tripode dellIl Folklore, come fratellanza tra popoli e razze, vedrà il suo clou emblematico con l’accensione del Tripode dell’Amicizia, al Tempio della Concordia, cui parteciperanno tutti i tredici gruppi presenti: Folklore ensemble Tirana (Albania), Shirak ensemble Jerecan (Armenia), Taduga di Minsk (Bielorussia), Slanchev Bryag ensemble (Bulgaria), Korean folk dance group Seoul (Corea), Kuu Zvon Medimurje (Croazia), Verdikousia Larissa (Grecia); Desert Gipsy Jaipur, Halleluia dance group Netania (Israele), Folk dance ensemble Vijurkas Klapeida (Lituania), Erdenet songs and dance Erdenet (Mongolia), Student folk Katowice (Polonia), Bakalama Dakar (Senegal). Fuori concorso per l’aggiudicazione del “Tempio d’oro”, parteciperà alla manifestazione il gruppo ungherese State folk dance di Budapest.   


Conclusione al tempio della ConcordiaNon mancheranno le bande musicali e le majorettes a vivacizzare le sfilate e le esibizioni in piazza e per le vie cittadine: la banda Nif e majorettes Lofan dell’Ungheria, la banda musicale di Lagundo (Bolzano).

Esibizione all
Fiaccolata dell


Altro momento caratteristico, secondo la tradizione, sarà la Fiaccolata dell’Amicizia, che si snoderà la sera di mercoledì 6 febbraio per le vie cittadine, mentre i gruppi sfileranno tra suoni e danze.



Francesco Bellomo In quest’anno di crisi e di razionalizzazione delle spese, la macchina operativa è partita in ritardo. Tuttavia il “patron” artistico Francesco Bellomo, noto produttore teatrale e di eventi culturali in campo nazionale, nominato all’ultimo momento, è convinto di portare il meglio che si poteva ottenere nelle condizioni attuali. Bellomo avrebbe voluto contare su Nino Frassica e Manuela Arcuri, ma entrambi avevano preso già impegni. Il direttore artistico della Sagra ritiene che “Le notti del mandorlo etnico e non solo…” sarà un fiore all’occhiello, in quanto si avvarrà di artisti di spessore: Roy Paci, Aretuska, gli Stadio e Dulce Pontes, ai quali si affiancheranno i locali Riccardo Gaz e Camera Zhen. I presentatori degli spettacoli “folk” al chiuso saranno Veronika Maya ed Ettore Bassi, mentre Alessia Cardella, nota attrice teatrale, presenterà “Le notti del mandorlo”. Gli spettacoli per tutta la settimana saranno portati in scena al Palacongressi, per le vie cittadine, sulle piazze, rendendo l’atmosfera carica di allegria e di spensieratezza, come si può vedere nelle immagini del pluripremiato gruppo agrigentino "Val d’Akragas", entrato ormai nella storia del folklore internazionale e che ha vinto in casa propria ben tre Templi d’Oro.

Danza dei pescatori Sfilata conclusiva in città Danza in piazzaBallo per le vie cittadine
E per chi è anche alla ricerca di ulteriori emozioni dal 3 al 5 può recarsi nella vicina Sciacca a vedere uno dei Carnevali più belli della Sicilia.

Carnevale di Sciacca  
IV
L’OPERA DEI PUPI AL TEATRO
DELLA POSTA VECCHIA

Teatro posta vecchia Opera dei Pupi

Opera dei PupiOpera dei Pupi

Teatro posta vecchia, esterno



L’Opera dei Pupi è uno degli appuntamenti, collaterali alla Sagra, più interessanti e si svolgerà nel Teatro della Posta Vecchia, nel cuore della città, a poche decine di metri della centralissima via Atenea. E’ una piccola ma simpatica struttura, quella creata dall’eclettico artista agrigentino, Giovanni Moscato, che sforna, come menu prelibato, il miglior cabaret  che si vede sugli schermi televisivi nazionali.



Ficarra e Picone, per citare dei nomi famosi, sono passati da queste parti più volte. Anzi, Giovanni Moscato ricorda con piacere che un loro spettacolo venne scritto proprio ad Agrigento, per essere portato in scena alla Posta vecchia, e ogni sera i due comici l’adattavano secondo gli umori che coglievano tra il pubblico, a riprova dell’inventiva e della versatilità dei due attori siciliani.

Teatro posta vecchia Agrigento
Giovanni MoscatoGiovanni Moscato, che ha inciso molte canzoni folk in parlata girgentana ed è stato attore teatrale, ne fa un punto d’orgoglio nel proporre teatro di buon livello, nonché interessanti spettacoli musicali ed eventi di vario genere.

Giovanni Moscato artista AgrigentinoGiovanni Moscato artista agrigentino1968, Giovanni Moscato con Iva Zanicchi


Teatro posta vecchia Agrigento, plateaIl teatro è anche scuola di ricerca, di studio e di preparazione per giovani artisti e gli agrigentini si vanno sempre più appassionando alla struttura, per il suo spessore di qualità.
L’opera dei Pupi è uno dei cavalli di battaglia, voluto fortemente dal Teatro della Posta Vecchia, per la sua valenza istruttiva, indirizzata prevalentemente agli studenti, ma  che riesce a calamitare l’interesse anche dei meno giovani. Nell’opera dei pupi è insita una schietta cultura regionale e popolare, che acquista un sapore, umano e sociale, universale, per lo spessore delle storie dei Paladini di Francia, che da sempre hanno colpito l’immaginario collettivo. Per chi ne volesse sapere di più  link sul mio blog "Teatro Posta Vecchia".

Giovanni Moscato artista Agrigentino 
V
PIRANDELLO E IL FOLKLORE

Pirandello al tempio della Concordia Sua Maestà Luigi Pirandello, da eccelso agrigentino, non poteva non mettere lo zampino anche nel campo del folklore. Tre opere sono da citare, in particolare, tagliate per rappresentare l’elemento del regionalismo siciliano: Liolà, La giara, La Sagra del Signore della Nave. Certo, le tematiche sono sempre quelle pirandelliane dell’umorismo, ma è evidente che in esse lo scrittore prende le mosse dal microcosmo. Liolà, in tre atti, fu definita da Pirandello senza alcuna esitazione commedia campestre e inizialmente fu stesa “nella parlata di Girgenti, che tra le non poche altre del dialetto siciliano, è incontestabilmente la più pura, la più dolce, la più ricca di suoni, per certe sue  particolarità fonetiche, che forse più di ogni altra l’avvicinano alla lingua italiana”.
Cratere attico di PirandelloNella danza, nei suoni e nei canti de
La giara, atto unico, si può notare la gioia scanzonata e la spensieratezza del popolo che si fa beffe umoristicamente del possidente danaroso ma tirchio. Anche La giara inizialmente fu scritta nella parlata di Girgenti con il titolo A giarra.
La commedia in un atto (tratta dall’omonima novella)
La Sagra del Signore della nave  ha un’impostazione di Sagra paesana godereccia, e illustra il tradizionale avvenimento folkloristico della macellazione del maiale, siccome avviene in molti paesi del sud e della Sicilia. Però, il folklore, Pirandello lo piega alla sua maniera, facendo affiorare tutto il grottesco dell’uomo, con i suoi propositi contraddittori e con la logica del predicare bene e razzolare male. L’umorismo contraddistingue un Liolà, dongiovanni siculo sui generis, che ha molti amori senza amore, ma deve rinunciare al suo unico vero amore. Sacro e profano si mescolano nel rito del Signore della Nave, con l’uomo che ottunde la sua intelligenza nel godimento materiale e rituale, durante una festa sentita, della quale però viene dimenticata la genuinità del valore religioso. Nel gusto farsesco della Giara, unfine, c’è un Pirandello, divertente e divertito, a creare due personaggi che si distinguono nel medesimo orgoglio puntiglioso, pretesto per un quadretto paesano, che, sotto sotto, vuol  far meditare.     
La Biblioteca Museo Luigi Pirandello fa bene, quindi, a ricordare Pirandello proprio in questo periodo, in coincidenza dell’effettuazione della Sagra del Mandorlo in Fiore, dedicandogli  l’appuntamento fisso del mese di Febbraio.

Febbraio con Pirandello

Il calendario prevede oggi la presentazione di due mostre: 1) Mostra storica dell’800 agrigentino (I libri della memoria) presentata dal noto bibliofilo agrigentino Attilio Dalli Cardillo, che ha fornito volumi importanti e di pregio della sua notevole collezione; 2) Colori e luci della Sicilia, mostra personale di pittura di Giuseppe Forte, presentata da Rossa Tirinto.
Gaetano Allotta, storico agrigentino


Il venti febbraio sarà presentato il volume dello storico agrigentino, Gaetano Allotta, “Filatelia Agrigentina”, relatore Ubaldo Riccobono, che affronterà fra l’altro alcuni temi letterari di Pirandello e Tomasi di Lampedusa, contenuti nel testo.   


 

VI
GEMELLAGGIO
LA SAGRA A TAVOLA

 

Gemellaggio tra mandorlo e mele del SudtiroloAnche l’alimentazione è un momento importante della Sagra e quest’anno si avvale di un gemellaggio tra il mandorlo e le mele. Saranno almeno sessantamila mele, provenienti dal Sudtirolo, le Marlene “Fuji, ad essere degustate dagli agrigentini e dai turisti che si troveranno a passare. Convegni sulla corretta alimentazione sono previsti a scuola da parte dell’ufficio dell’educazione alimentare dell’Unità Sanitaria Locale di Agrigento, nel quadro della partecipazione alla giornata mondiale dell’educazione alimentare.
La cucina agrigentina, ricca soprattutto per i numerosi dolci di mandorle, pistacchi e ricotta, si avvale anche di altri gustosi piatti tipici. Spiccano come curiosità i “Fusilli alla Pirandello”: a base di filetti di acciuga, pomodoro, olive verdi e nere, capperi, origano. Un primo piatto di cui era ghiotto il Premio Nobel agrigentino, il quale, da Roma e da Bonn, scriveva sempre alla famiglia per farsi mandare tali ingredienti (oltre la pasta, s’intende).

 

VII
LA MOSTRA DEL LIBRO

 Mostra del libro
Agrigento figura all’ultimo posto della graduatoria dei capoluoghi di provincia. La posizione marginale nell’ambito dell’isola, della nazione e dell’Europa, ne hanno mortificato i fermenti culturali e le potenzialità turistiche eccezionali. Priva di veloci collegamenti di terra e senza aeroporto (telenovela degli ultimi quarant’anni), la città ha visto penalizzare la sua economia e le capacità di sviluppo turistico, a vantaggio delle aree metropolitane di Palermo e di Catania e del loro hinterland.
La città, sotto il profilo culturale, è assai vivace, anche se le risorse affluiscono lentamente e non sono adeguate ai bisogni. Ad Agrigento proliferano gli sportelli bancari, veri collettori di ricchezza che la incanalano verso il nord.

La cultura e la presa di coscienza civile, sociale e politica, appaiono quindi le uniche armi per il riscatto e il cambiamento.
Mario Gaziano Una bella iniziativa culturale, che da otto anni a questa parte tiene banco durante la Sagra del Mandorlo in fiore, è la
Mostra del libro di Tradizioni Popolari e di Cultura Dotta della Sicilia dal ‘700 al ‘900, ideata dal docente universitario, giornalista e scrittore agrigentino, Mario Gaziano, che può contare nel suo palmarès esperienze come editore e regista teatrale, presentatore d’eventi, Direttore Artistico e regista della Sagra del Mandorlo, si ripromette d’implementare la cultura del libro e, se sarà consentito,  allargare gli orizzonti della Mostra, facendone un appuntamento nazionale. Gaziano ha collaborato con la Rai e con televisioni private ed attualmente, con l’emittente regionale Teleacras di Agrigento, cura e presenta la rubrica settimanale “Puntofermo”, che è un notevole veicolo di promozione della cultura agrigentina e siciliana. Agrigento vanta mostri sacri della cultura, che si chiamano Empedocle, Pirandello e Sciascia ed appare oltremodo riduttivo che non si faccia attività di ricerca a livello internazionale.
Per la sua caratura professionale e artistica, che ha illustrato Agrigento in svariati campi, Gaziano ha ricevuto numerosi attestati, tra i quali il Premio Sikelè.

Mario Gaziano riceve il premio SikelèGaziano può menare vanto, ancora molto giovane, di avere realizzato una bellissima intervista esclusiva a Leonardo Sciascia, che ha pubblicato in volumetto.

Mario Gaziano intervista Leonardo Sciascia okUna famiglia vivacissima quella di Gaziano, che da tanti anni si spende per la cultura. Il figlio Alessandro è conosciuto in campo nazionale per la sua attività televisiva con il nome di Alessandro Mario, avendo esordito nella serie TV Incantesimo 4 nel 2001. E’ diventato famoso grazie alla soap opera di Canale 5 Cento vetrine (Premio Telegrolla d’oro).

Mario Gaziano Alessandro Mario, che fa anche cinema, ha una grande passione per il teatro pirandelliano e al Teatro della Posta Vecchia di Agrigento ha voluto rappresentare i monologhi tratti da Il fu Mattia Pascal e da Non si sa come, riscuotendo un grande successo di presenze e di critica. Anche l’altro figlio di Gaziano, con il nome Riccardo Gaz, opera nel mondo dello spettacolo e cine-televisivo e sarà presente in questa edizione della Sagra.

 

VIII
“LA SETTIMANA UNGHERESE”

Budapest, Ponte delle catene
Novità assoluta di questa edizione del Festival Internazionale del Folklore è “La settimana Ungherese”, organizzata in collaborazione con il Ministero della cultura ungherese. L’Ungheria può fregiarsi di un folklore di livello qualitativo assoluto ed è il più premiato dei gruppi che hanno partecipato alla kermesse agrigentina, con ben quattro primi posti. I rapporti tra folklore ungherese e quello agrigentino sono ormai consolidati e la manifestazione si prefigge di mettere in mostra la cultura ungherese in molteplici aspetti, con una serie di appuntamenti che illustreranno usi, mestieri, tradizioni, costumi, artigianato. La parte folklorica sarà affidata alla maestria del gruppo della capitale magiara “State folk dance”, nonché alla banda “Nif” e alle Majorettes “Lofan”.

Budapest, lungofiumeNon mancheranno degustazioni di prodotti e di vini ungheresi, e musica tzigana.

Budapest

 

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