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“FILATELIA AGRIGENTINA”

 

OMAGGIO A GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA

 Con il libro “Filatelia Agrigentina” si rende un omaggio a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il cui cinquantenario della morte, caduto lo scorso anno, è stato ricordato in Italia con l’emissione di un francobollo commemorativo. La ricorrenza non è stata molto amplificata dall’establishment culturale, ma c’è ancora tempo per recuperare, perché, come ben si sa, Il Gattopardo, il capolavoro di Tomasi, uscì postumo nel 1958, divenendo un vero caso letterario, a causa del doppio rifiuto degli editori (Mondadori e Einaudi) e della decisione di Feltrinelli di pubblicarlo postumo, grazie alla solerzia di Giorgio Bassani, estimatore di Giuseppe Tomasi. L’opera s’impose subito alla grande e oggi Il Gattopardo è il romanzo più tradotto al mondo. Sono complessivamente nove i francobolli veramente siciliani agrigentini trattati dal libro.

I nove francobolli agrigentini

 Varese, Lapide alla memoria

Contro il nazismo  

IL FRANCOBOLLO DI GIUSEPPE TOMASI

 Giuseppe Tomasi di Lampedusa

lI percorso filatelico parte proprio dal francobollo commemorativo del 50° della morte di Tomasi, emesso nel 2007 e disegnato da Tiziana Trinca, valore di €. 0,60, tirato in 3.500.000 esemplari.
Dal raffronto con la fotografia, cui si è ispirata la disegnatrice (vedi sopra), si nota immediatamente come non si tratti di un semplice francobollo commemorativo, mentre si evince la rappresentazione metaforica della ideazione. Nel disegno, infatti, lo scrittore è ritratto nella villa avita, nell’atto di guardare il volume del suo capolavoro, il Gattopardo, non come narciso, ma con gli occhi pensosi di chi, pur soddisfatto e convinto del valore della propria opera, si è visto respingere due volte il manoscritto e non ha potuto vederlo In pubblicazione. E il gioco metaforico della disegnatrice risiede proprio in questa impossibilità concreta.

La foto, invece, coglie lo scrittore in un momento reale di tenerezza con il suo cane Crab, stabilendo un’identificazione allegorica tra il Gattopardo e il cane.
Nel romanzo infatti il cane Bendicò riveste, all’interno dell’intera vicenda, un ruolo strutturale. In apertura, il cane fa irruzione, scodinzolante ma rattristato per la sua esclusione, nella sala in cui si recita il rosario, e nell’ultima pagina del romanzo la sua carcassa impagliata viene buttata in cortile,  trovando riposo «in un mucchietto di polvere livida», a suggellare la fine di tutto, non prima di materializzarsi nel simbolo del Gattopardo: 

“in un quadrupede dai lunghi baffi e l’anteriore destro alzato sembrava imprecare”

 

Il rapporto dell’alano con il Principe Fabrizio Salina, alter ego allegorico dello scrittore, è rimarcato dal nome significativo che Tomasi di Lampedusa diede al suo cane: Crab, che in inglese vuol dire Cancro, costellazione del Cancro. E si sa quale amore nutrisse il Principe Fabrizio Salina per l’astronomia.
Vale la pena citare il passaggio con cui Tomasi di Lampedusa descrive l’osservatorio del principe e la similitudine rapportata al cane.

“I due telescopi e i tre cannocchiali, accecati dal sole, stavano accucciati buoni buoni, col tappo sull’oculare, bestie bene avvezze che sapevano come il loro pasto venisse dato solo la sera”

E nel cielo che lo sovrasta c’è il sogno di Don Fabrizio, che dal suo osservatorio terrestre si slancia verso le stelle.

 “verso le intangibili, le irraggiungibili, quelle che donano gioia senza poter nulla pretendere in cambio, quelle che non barattano…”. “Esse sono le sole pure, le sole persone per bene…Chi pensa  a preoccuparsi della dote delle Pleiadi, della carriera politica di Sirio, della attitudine all’alcova di Vega?

 Eterno amico a quattro zampe, Bendicò è meglio delle stelle: riesce a sedare i tumulti dell’animo del Principe, fiuta ipocrisie, ambiguità e falsità. E’ significativo il suo ringhiare contro Angelica, nella quale “sente” la pericolosa figlia della borghesia e, quindi, la morte che arriva per dissolvere un mondo e un’epoca.

Vincenzo Sciamè

Nel ballo del Principe con Angelica si compendia il passaggio irreversibile giovinezza-vecchiaia, vita-morte, eros-tanathos, nobiltà-borghesia. E’ il ballo nuziale tra il Gattopardo e la Morte, che nel capitolo successivo si presenta al Principe con le sembianze di una donna bellissima (Angelica).

Il GattopardoAbito di Angelica nel ballo del film di ViscontiNon a caso nel film di Luchino Visconti Angelica indossa al ballo un abito nuziale. Angelica incarna il matrimonio mortale tra nobiltà e borghesia.
Nel romanzo è evidentissima la proprietà transitiva, applicata da Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Principe-Cane-Scrittore. Il rapporto si realizza nell’altro Nobiltà-Borghesia, mediato dalla Morte che tutto trasforma e nulla cambia; temi tutti che si ricavano dalle parole emblematiche di una lettera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che costituiscono la migliore e autentica critica al suo capolavoro.

Fabrizio e Giuseppe Tomasi“Il protagonista è il Principe di Salina, tenue travestimento del Principe di Lampedusa, mio bisnonno. E gli amici che lo hanno letto dicono che il Principe di Salina assomiglia maledettamente a me stesso. Ne sono lusingato, perché è un simpaticone. Tutto il libro è ironico, amaro e non privo di cattiveria. Bisogna leggerlo con grande attenzione, perché ogni parola è pesata ed ogni episodio ha un senso nascosto. Tutti ne escono male: il Principe ed il suo intraprendente nipote, i borbonici ed i liberali, e soprattutto la Sicilia del 1860. Vi sono molti ricordi personali miei e la descrizione di alcuni ambienti è assolutamente autentica. Pare che non sia scritto troppo male ed ho potuto constare che alcune frasi sono divenute proverbiali tra le tre o quattro persone che le hanno letto.”

 In una successiva lettera Tomasi aggiungeva:

“Il protagonista sono, in fondo, io stesso ed il personaggio chiamato Tancredi è il mio figlio adottivo”

 Tomasi di Lampedusa

Don Fabrizio si rende conto che anche il sogno dell’ultimo Gattopardo è finito, non solo perché il suo mondo è in agonia sotto l’incalzare dei nuovi ceti borghesi ma anche perché, in una sorta di preveggenza eros-tanathos, egli ormai è convinto di corteggiare la morte, come gli viene detto dal nipote Tancredi.

Tomasi Palazzo Filangeri CutòSanta Margherita BeliceVincenzo Sciamè, pittoreE Il Gattopardo è una sinfonia di morte, nei suoi messaggi ricorrenti e costantemente allusivi, nei luoghi da cui emerge una sensazione di solitudine – di sicilitudine – che segnano e abbacinano. Soprattutto nel Parco del Palazzo Filangeri Cutò di Santa Margherita Belice (la Donnafugata del Gattopardo) si evidenzia questa chiave di lettura, del resto alimentata dallo stesso scrittore nel racconto I ricordi.

I Racconti di Giuseppe TomasiGaetano Allotta descrive la vita di Tomasi e il suo percorso in tutti i luoghi, da lui toccati in vita, da cui risalta lo spessore letterario europeo dello scrittore. Lo fa con dovizia d’immagini e di ricordi esemplari, andando al di là della semplice comunicazione e divulgazione che il francobollo in genere assume.

Scala del Palazzo del GattopardoSanta Margherita Belice Il percorso del Parco letterario del Gattopardo "Giuseppe Tomasi di Lampedusa" di Santa Margherita Belice è meta di scolaresche e visitatori provenienti da tutte le parti d’Italia e si avvale di un bel Museo della Memoria. Per gli studiosi del pensiero di Tomasi di Lampedusa e, in particolare del Gattopardo, non può che essere una tappa obbligata. I luoghi parlano un loro linguaggio, che può essere carpito soltanto di presenza.

 Santa Margherita Belice


IL 100° DELLA NASCITA DI PIRANDELLO

Francobollo commemorativo Pirandello

Il francobollo, oltre che mezzo di comunicazione, diventa anche metafora, occasione e pretesto per far desumere pezzi di vita, storia, biografie, attraverso memorie e i rimandi.
Il francobollo commemorativo del centenario della nascita di Luigi Pirandello,viene inquadrato nel solco della continuità con Tomasi di Lampedusa.  Una curiosità storica: l’incontro tra il giovane Tomasi di Lampedusa e il già affermato Luigi  Pirandello, a Londra, nel giugno del 1925,  a un rinfresco organizzato in onore di Pirandello presso la sede consolare italiana,  dove Tomasi e Pirandello ebbero modo di conversare.
Certe comunanze di temi sono presenti in effetti sia in Tomasi di Lampedusa che in Pirandello, soprattutto nella visione pessimistica e negativa della storia, che ripudiano quasi aprioristicamente, cosicchè sia Il Gattopardo che I vecchi e giovani non possono definirsi romanzi storici conclamati. Inoltre è evidente il profilo umoristico del Principe di Salina, rimarcato peraltro dall’autore medesimo, che ben si avvicina all’umorismo pirandelliano. Sono temi che vanno approfonditi e sviluppati.

Anche il francobollo che commemora Pirandello appare allegorico nella rappresentazione del drammaturgo con lo sfondo di una scena nuda, senza attori o personaggi, che potrebbe ricordare l’amletismo di Uno, nessuno, centomila, o gli aspettati sei personaggi in cerca d’autore che ancora non sono saliti per rappresentare il dramma.

 Pirandello


LAMPEDUSA

Lampedusa francobollo 
Il francobollo celebrativo dell’isola di Lampedusa persegue il duplice intento: 1) di esaltare il valore assoluto di quest’isola, “perla del Mediterraneo”, paradiso dei sub con l’altra isoletta vicina Linosa, e meta del turismo internazionale; 2) d’inserire il francobollo nel contesto commemorativo del cinquantenario della morte di Giuseppe Tomasi. Già il nome di Lampedusa ricorda l’appartenenza dell’isola alla famiglia Tomasi. Citando il libro di David Gilmour, Biografia di Giuseppe Tomasi di Gilmour“L’ultimo Gattopardo”, Feltrinelli Ed. 2003, Si ricorda che un’antenata di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Carolina Wochinger, vedova del Principe Giuseppe III, cercò di vendere l’isola nel 1840 alla regina Vittoria d’Inghilterra. Ma il re di Napoli e Sicilia, Ferdinando II di Borbone, che non volevaFerdinando II di Borbone inglesi nei paraggi del suo regno, l’acquistò per 12.000 ducati.Per la prima volta, l’isola era stata concessa all’antenato Giovanni De Caro dei Baroni di Montechiaro nel 1430 da Alfonso V d’Aragona, mentre Carlo II di Spagna nel 1630 concesse alla famiglia Tomasi di assumere il titolo di “Principi di Lampedusa”.

Palma di MontechiaroTomasi al monastero di Palma Montechiaro La pesca e il turismo sono le attività precipue dell’isola.

Lampedusa carpentiere al lavoroLampedusa, Barche a pesca di spugneTipiche costruzioni di Lampedusa sono i dammusi, uno dei quali effigia, come elemento caratteristico dell’isola, il francobollo celebrativo.

Lampedusa DammusoLampedusa, Bunker della II^ Guerra MondialePiace ricordare che una graziosa e caratteristica costruzione del genere appartiene alla famiglia di Domenico Modugno, che visse a Lampedusa gli ultimi anni di vita e vi morì.

Lampedusa dammuso di Domenico ModugnoE quest’anno ricorre il cinquantenario del trionfo di Modugno a San Remo con la canzone “Nel blu dipinto di blu”, più popolarmente nota come “Volare”. E proprio in riferimento alla canzone,  gli americani lo etichettarono con il simpatico epiteto di “Mister Volare”.
Lampedusa è sede di una riserva marina, di un centro di recupero di tartarughe e di un centro ricerca delfini.

 

LA VALLE DEI TEMPLI
IL MUSEO ARCHEOLOGICO INTERNAZIONALE

 Museo Archeologico d

Il Museo Archeologico di Agrigento non ha eguali al mondo, inserito com’è nel contesto archeologico dell’antica Akragas e, segnatamente, nell’ambito della Valle dei Templi. E proprio ai Templi e al patrimonio museale sono dedicati tre francobolli.

Francobollo templi di AgrigentoNel primo francobollo è effigiata la pittoresca zona archeologica, con in primo piano il tempio dei Dioscuri, Castore e Polluce, gemelli nati dall’unione di Leda con Giove, il cui mito d’amore fraterno viene ricordato nella costellazione dei Gemelli.

Agrigento, Tempio di ErcoleNel disegno in lontananza si intravede il tempio di Eracle (Ercole) (reale nella foto superiore), il cui culto celebrava nell’antichità l’eroe nazionale della Sicilia, simbolo di forza e di potenza, che teneva al riparo, se invocato, da sogni ingannevoli ed incubi notturni.

Efebo di Agrigento, francobollo

Nel secondo Francobollo viene esaltata la figura virile, nuda, dell’Efebo di Agrigento, scultura di kouros greco del 480 a.c. La statua conservata nel museo è alta 100 cm. e scolpita secondo la visione frontale arcaica, mentre i capelli sono rifiniti a bulino. Intorno agli anni sessanta questa statua fu rubata, ma poi lunghe investigazioni portarono al suo ritrovamento.

Statua EfeboIl terzo francobollo del Museo Archeologico Internazionale di Agrigento rappresenta un cratere attico a calice, con figure  rosse e fondo nero brillante del V secolo a.c. Il soggetto si ritiene fondatamente la morte di Patroclo, disteso sul catafalco, mentre l’anima sta abbandonando il corpo.

Francobollo Cratere AtticoQuesto cratere fa parte di una ricca collezione e ricorda per certi versi un altro cratere prezioso e importante, di proprietà di Luigi Pirandello (compratogli dal padre Stefano), che per tanti anni custodì le ceneri dello scrittore.

PirandelloMarta Abba davanti allIl Cratere pirandelliano è ora custodito nella Casa Natale e fa parte del corredo della Biblioteca Museo Regionale “Luigi Pirandello”, dove si trovano altri cimeli pirandelliani.

Pirandello Pirandello parla molto dei Templi di Agrigento.

 “Aveva già attraversato il tratto incassato nel taglio perpendicolare del lungo ciglione su cui sorgono aerei e maestosi gli avanzi degli antichi Tempii akragantini” (I vecchi e i giovani)

 Capre al Tempio della Concordia

“Qualche greggiola  di capre attraversa tuttavia il letto sassoso del fiume: s’inerpica sul ciglione roccioso e viene a stendersi e a rugumare il magro pascolo all’ombra solenne dell’antico tempio della Concordia” ) (Il capretto nero, novella)

 Pirandello al tempio della Concordia

“E solo a voi, de la città scomparsa

tra tanti egregi monumenti, in sorte

toccò di veder questi anni lontani:

vivi voi soli già, tra le fumanti

ruine in fuga saccheggiate; morti

ora voi soli, in mezzo a tanta vita

d’alberi, nel silenzio palpitanti

di foglie e d’ali.

(Templi d’Akragante)

Del patrimonio del Museo Archeologico agrigentino fa parte anche il teatro greco di Eraclea Minoa, che è celebrato con l’emissione filatelica dello scorso anno.

Francobollo Eraclea Minoa

eraclea okLa condizione attuale del teatro greco non rispecchia lo splendore e la grandiosità di quello primitivo, come si può vedere nella foto che segue; e ciò in quanto la copertura dei sedili, che doveva preservarne l’intangibilità, a causa del surriscaldamento, ne ha intaccato irrimediabilmente la pietra.

Eraclea Minoa

 

IL CENTENARIO DEL FRANCOBOLLO SICILIANO

 Centenario Francobollo di Sicilia 1859-1959I primi francobolli siciliani furono emessi dai Borboni nel 1859. La repubblica di San Marino nel 1959 ha voluto ricordare l’evento con l’emissione di due francobolli, il primo di 4 lire, con la riproduzione del francobollo siciliano da grana 5 con il tempio della Concordia, e il secondo di lire 5, con la riproduzione del francobollo siciliano da grana 10 e il tempio dei Dioscuri di Agrigento.
La Scelta dei Templi di Agrigento da parte di San Marino è stato un segnale ben preciso, per evidenziare una Valle che avrebbe poi conseguito il rango di Patrimonio dell’Umanità.

Agrigento Tempio della Concordia

 Agrigento, Tempio dei Dioscuri


LA DISFIDA DI BARLETTA

La disfida di BarlettaIl francobollo che celebra il 5° centenario della storica Disfida di Barletta, emesso nel 2003, è sicuramente non siciliano. Aveva lo scopo di rievocare la figura di un cavaliere siciliano di Sutera, il nobile Francesco Salomone, che si distinse in quella disfida, facendo parte dei tredici italiani, guidati da Ettore Fieramosca, che si batterono con successo contro tredici cavalieri francesi, a Barletta, il 13 febbraio del 1503. L’episodio fu originato dall’oltraggio di codardia con il quale i francesi avevano infamato gli italiani, suscitandone la reazione. Su questo fatto Massimo D’Azeglio scrisse il romanzo, l’Ettore Fieramosca, ricco di amor di patria.

Ettore FieramoscaDicono le fonti che Salomone fosse stato uno dei più ardimentosi cavalieri del suo tempo, tanto abile d’essere morto per cause naturali all’età di 91 anni.
Su Salomone ha scritto un libro Lando Maria Carrubba, definendolo precursore del risorgimento italiano.

Libro su Francesco Salomone

 

 FRA’ FABRICE DEL CARRETTO
ANTENATO DI REGALPETRA

Malta, Francobollo  del Sovr. Militare OrdineIl Sovrano Militare Ordine di Malta ha emesso questo francobollo per commemorare la figura di Fabrizio del Carretto, che dal 1513 al 1521 divenne Gran Maestro dell’Ordine Ospitaliero di San Giovanni (oggi Sovrano Militare Ordine di Malta), allora con sede a Rodi.

Racalmuto Castello ChiaramontanoLa famiglia Del Carretto ebbe la Baronia di Racalmuto nel 1313, quando il rampollo Antonino sposò Costanza Chiaramonte, che gli portò in dote la baronia e il castello. L’ordine svolgeva una missione di assistenza. Gli Ospitalieri di San Giovanni furono uomini d’armi in difesa del Santo Sepolcro, ma si fecero apprezzare per il loro impegno ospedaliero nei confronti dei malati. Quando l’Ordine si spostò da Rodi a Malta,  i cavalieri assunsero la denominazione di "Cavalieri di Malta”. Gli Ospitalieri di San Giovanni gestirono l’Ospedale di Agrigento dal 1368 al 1568. Nel libro “Filatelia Agrigentina”, tra gli altri, si rinviene un annullo filatelico relativo all’apertura del nuovo Ospedale di Agrigento, nella cui cappella è stato ricostruito recentemente l’altare dei Cavalieri di San Giovanni, dono del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Cartolina apertura Ospedale di AgrigentoAnnullo filatelico
Leonardo SciasciaDella stirpe dei Del Carretto, Leonardo Sciascia, si occupa diffusamente nell’esordio del famoso romanzo "Le Parrocchie di Regalpetra", ricordando il “vorace” conte Don Girolamo del Carretto, ucciso dal servo Antonio di Vita per vendetta. Pare che il Conte avesse abusato esercitando lo “ius primae noctis” con la moglie di costui, con il pretesto che la sua bellezza era una provocazione. Dice Sciascia:

Donna Beatrice, vedova del conte, perdonò al servo  Di Vita, e lo nascose, affermando con più che cristiano buonsenso che la morte del servo non ritorna in vita il padrone”  (Le Parrocchie di Regalpetra)

 Ovvio, però, che ci fosse da parte della moglie del Conte un occhio d’ammirazione, se non di complicità, per l’estinzione di tanta protervia.

 

ALTRI FRANCOBOLLI

Non mancano ulteriori francobolli, ad evidenziare l’immediatezza di comunicazione e di divulgazione che essi possono assumere.
Ricordiamo quello emesso dal Sovrano Militare Ordine di Malta per la commemorazione della battaglia di Lepanto.

Francobollo commemorativo Battaglia di Lepanto

La Battaglia di Lepanto

Sulla quarta di copertina del libro “L’unione Europea”  viene riprodotto il francobollo del cinquantenario dei Trattati di Roma. L’opera è  una raccolta dei trattati e delle relative normative.

 Francobollo commemorativo Trattati di Roma

Libro di Gaetano AllottaInfine, in Filatelia agrigentina va segnalata, per il valore emblematico che essa assume, la cartolina con l’annullo filatelico sul francobollo commemorativo a ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime della mafia.

Falcone e Borsellino

L’attenzione è davvero speculare, e le opere suscitano interesse storico a tutto spettro, risultando bene illustrate, documentate e ricche di episodi e curiosità, da tenere sempre a portata di mano, pronte all’uso.

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