Tag

, , , , , , ,

Normal
0
14

MicrosoftInternetExplorer4

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;}

IL MONITO DELLA MEMORIA

 Contro il nazismo

«Di fronte alle mie impressioni di un tempo stanno le esperienze incancellabili del processo di Norimberga. Non dimenticherò mai una sola fotografia mostrata in aula in cui si vedeva una famiglia ebrea condotta verso la morte: un uomo, sua moglie, i loro bambini, sulla via senza ritorno. L’ho ancor oggi davanti agli occhi. A Norimberga fui condannato a vent’anni di carcere. La sentenza del tribunale militare può non essere giudicata un documento storico adeguato; tuttavia ha cercato di definire una colpevolezza. Insufficiente – come tutte le sentenze – a dare la misura della responsabilità storica, essa ha posto fine alla mia vita di cittadino, mentre quella fotografia ha svuotato quella vita della sua stessa sostanza, e la sua condanna dura in eterno» (Albert Speer, da Prefazione a “Memorie del Terzo Reich”)

 

Albert Speer (1905-1981), entrato nella Cancelleria di Hitler nel 1933, divenne architetto personale del Führer e ministro degli armamenti durante la II Guerra mondiale. Nel 1969 il numero 2 del regime, artefice assieme a Hitler della delirante “architettura da megalomani”, scrisse una sconvolgente analisi dall’interno del nazismo, Memorie del Terzo Reich, descrivendo Hitler e la sua corte di assassini.

 

«Con questo libro non ho soltanto avuto l’intenzione di descrivere il passato, ma anche di lanciare un monito verso l’avvenire»

 La Zattera della Medusa

La condanna del nazismo durerà in eterno. Se l’ha detto anche il numero 2 del regime nazista, tutta l’Umanità non può sottrarsi a tale giudizio storico, se vuole salvarsi dal naufragio. Ma non bisogna soltanto ricordare, occorre operare concretamente e rimuovere tutte le situazioni di pericolo, le guerre in atto, le segregazioni, le intolleranze, le atrocità dei regimi totalitari tuttora vigenti. La memoria delle deportazioni di massa e delle efferate esecuzioni degli ebrei non può e non deve servire da copertura a eccidi più o meno recenti, caduti nel dimenticatoio o nell’indifferenza. Tacere in tali casi equivale a connivenza. La società civile mondiale deve reclamare che si ricordino ogni giorno le vittime delle violenze di stato e vengano additati al ludibrio generale gli stati responsabili. Ecco perché riteniamo che vadano accomunate le immagini del passato e quelle del presente.

 Sinagoga Praga

 

Sinagoga PragaSinagoga PragaSinagoga PragaSinagoga Praga Sinagoga PragaIl Dalai LamaGUANTANAMOAung San Sui Kyifree burmaBurma liberoPiccolo monaco dietro le sbarreLa marcia silenziosa  del dissensoBurmaPraga, Sinagoga PinkasPraga, Sinagoga PinkasPraga, Sinagoga PinkasPragaLe sorelle di Kafka Valli e ElliMuseo Kafka

Annunci