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LA SETTIMANA DELLA CULTURA

NELLA TERRA DI PIRANDELLO E SCIASCIA

 Settimana della cultura, Agrigento

Tempio della Concordia, Agrigento

Parte in tutta Italia la grande kermesse della Settimana della Cultura, occasione irripetibile per visitare musei, luoghi d’arte a costo zero e non solo, perché molteplici e variegate risultano le offerte culturali, d’intrattenimento, di ogni genere e qualità. Anche Agrigento, e soprattutto la sua mitica Valle, patrimonio dell’Umanità, vuol proporre e proporsi non solo a livello regionale, ma soprattutto al turismo nazionale e internazionale che conta.

E così il Consorzio Turistico della Valle dei Templi dal 18 al 26 aprile vuol fornire stimoli e suggestivi momenti per fare del territorio agrigentino un vero e proprio laboratorio culturale a cielo aperto. Libero accesso dunque a tutti i beni monumentali e archeologici e soprattutto alla incantevole Valle dei Templi che resterà aperta fino a sera, con l’opportunità d’ammirare i santuari greci tutti illuminati e di godersi spettacoli organizzati in situ. Durante il giorno potrà essere visitato l’ineguagliabile patrimonio archeologico e il centro storico della città dei templi, ma potranno essere effettuate interessanti escursioni nell’immediato hinterland agrigentino, ricchissimo di pregiati monumenti, antichità e bellezze naturali.

 

NELLA RACALMUTO DI SCIASCIA

 Leonardo Sciascia

Paese della Ragione è stata denominata Racalmuto, in ossequio al suo più illustre concittadino, Leonardo Sciascia. Appare, quindi, prioritario effettuare una puntatina alla Fondazione “Leonardo Sciascia”, dove è possibile apprezzare una biblioteca ricca di 5.000 volumi (2.000 donati dalla famiglia Sciascia) e una originalissima pinacoteca che raccoglie oltre 200 ritratti di scrittori di culto sciasciano, collezionati in vita dallo scrittore e donati alla Fondazione, da lui costituita con testamento olografo. Inoltre fa parte della dotazione della Fondazione una ricca corrispondenza di Sciascia con i più grandi intellettuali italiani del dopoguerra, articoli di varie testate giornalistiche riguardanti le attività dello scrittore e della Fondazione.

Racalmuto Castello ChiaramontanoDa non perdere la visita al Castello Chiaramontano, interamente restaurato, alla Chiesa Madre con i quadri del Monocolo di Racalmuto, al teatro ottocentesco Regina Margherita, amministrato nell’anteguerra da uno zio di Sciascia, alla Chiesa di San Francesco.





Pro Loco di Castrofilippo (Ag)E per coloro che questa sera si trovano in zona, nella vicina Castrofilippo (ore 18,30 nell’aula di Via Francesco Falcone), organizzata dalla Pro Loco è possibile partecipare alla presentazione del libro di poesie “Pensamenti” – in dialetto racalmutese – di uno sciasciano doc, il racalmutese Piero Carbone, scrittore e saggista, il quale sullo scrittore racalmutese diede ampia e peculiare testimonianza con il libro “Il mio Sciascia”. Il dialetto fu molto amato da Sciascia ed è spesso citato nelle sue opere. In particolare in Occhio di capra lo scrittore esaminò una lunga serie di modi di dire, che costituiscono un interessante spaccato del microcosmo racalmutese, ma anche l’occasione per disquisire su argomenti di carattere universale.

Silloge in dialettoIn questo contesto, l’opera di Carbone assume un’importanza non indifferente relativamente alla lingua siciliana e ai suoi risvolti nei confronti della lingua madre.

E ciò spiega l’intervento di uno specialista della materia, Salvatore Trovato, ordinario presso l’Università di Catania, nonchè dello scrittore e critico, Antonio Patti e del magistrato Francesco Provenzano, che presenteranno l’evento. Estrapoliamo dal libro, cominciando dalla poesia del Castelluccio nella copertina del libro:

 

A lu Castiddruzzu

 

 

Bieddru castieddru miu ca ti scurdaru

n capu na muntagnola abbannunata

d’un circu russu lu suli a lu scurari

ti circunna e mpacci lu paisi po’ taliari.

 

Seculi, dimmi, quantu nn’ a’ sfidatu

cu ssi macigni di rocchi a sustintari,

supirchjarii quantu nn’a’ vidutu

nni ddru paisi ca ti voli scurdari.

 

Sicuru e fermu, livatu ni l’antu,

tu sienti lu vientu hiuhhiari e quarchi

rocca chi ddra ssutta sempri cadi.

 

Ancora, bieddru miu, ca ncapu a’ stari

comu n’aquila cu l’uocchji grifagni

chi accuvacciata ncapu l’ova av’a cuvari.

 

 

 Comu na pampina

 

Comu na pampina

vola e firrìa,

un juornu o l’antru

accussì la vita mia.

 

Piero Carbone e Ignazio ButtittaDiminaglia ( anche Nniminàglia, Miniminàglia o Mantide religiosa) è quasi un piccolo trattatello dialettale su un comunissimo insetto dal collo di giraffa, con due piccoli occhietti fissi in una testina triangolare mobilissima: era la Sibilla che, dimenandosi, dava risposta a tutto, ai nostri dubbi di ragazzi. Una composizione che Carbone recitò alla presenza del celeberrimo poeta in lingua siciliana Ignazio Buttitta, (Bagheria 1899-1997), premio Viareggio 1972, durante lo spettacolo intitolato “Zmaragdos” (arti in coordinamento e ricerche etnografiche) preparato e realizzato con altri studenti nel 1985 al Pensionato S.Saverio di Palermo.

 

da “Diminaglia”

Brava fusti, diminaglia,

nun sgarrasti mai na vota:

si cchjù saggia di ma nannu,

e giacchì m’arrispunnisti

senza dubbi e senza sbagli,

ppi stasira mi vastà,

iu ti pozzu libbirari.

Si quarcunu già t’aspetta,

nun lu fari cchjù aspittari.

 

Nella Città dei Templi con “Il fascino della divisa”

 Il fascino della divisa

Presso il Palacongressi di Agrigento sarà inaugurata questa sera la mostra “Il Fascino della Divisa – 2^ mostra di Uniformi Storiche e raduno fanfare e bande militari”, organizzata dall’UNUCI, con il MileExpo, dedicato agli appassionati di collezionismo storico e militaria. La durata dell’esposizione sarà accompagnata dal “Menu Tricolore” da parte dei numerosi ristoranti aderenti al Consorzio della Valle dei Templi (quali Leon d’oro, Akropolis, Marco Polo), con possibilità di poter gustare squisiti piatti a tema preparati con prodotti genuini e rigorosamente autoctoni.

Casa Natale di Pirandello oggi Vincenzo Sciamè, ritratto di PirandelloPirandelloPirandello

I convenuti potranno arricchire i loro itinerari turistici con la visita alla Casa Natale Luigi Pirandello (vis. Guidata dott. Claudio Castiglione, presidente Associazione guide Turistiche 360-284699), in cui è possibile scoprire fotografie, lettere, manoscritti e cimeli e mille curiosità sul Premio Nobel agrigentino, nonché l’urna cineraria murata nella vicina rozza pietra della campagna agrigentina.

Marta Abba davanti all

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La Casa Museo è il fulcro del Parco Letterario da cui è possibile intraprendere un viaggio sentimentale tra cortili, piazze, quartieri e paesaggi agrigentini (tel. 0922-511826).

Museo Archeologico dDa non perdere è la visita al Museo Archeologico Regionale, unico per la sua realizzazione strutturale e per i reperti ivi custoditi, dove è possibile ammirare un Telamone originale ricostruito che sosteneva la trabeazione del mastodontico tempio di Giove Olimpico, edificato per il trionfo agrigentino sui Cartaginesi nella battaglia di Imera del 480 a.c.


L

Melo Minnella, fotografoE per gli amanti della fotografia sarà possibile ammirare la mostra del maestro fotografo di Mussomeli, di cinquantennale esperienza, Melo Minnella, dedicata al Mediterraneo.

Ma tutti i siti archeologici dell’immediato hinterland agrigentino saranno visitabili gratuitamente a cominciare dalla Villa Romana di Realmente ad appena dieci minuti da Agrigento, con una capatina alla vicinissima Scala dei Turchi:

 Villa Romana di Realmonte (Agrigento)Villa Romana mosaicoPavimentazione policroma ad incastroMosaico della stanzadel delfinoVilla Romana Realmonte (Ag) mosaicoScala dei TurchiScala dei TurchiScala dei TurchiPunta della Scala dei TurchiLa baia della Scala dei TurchiScala dei Turchi, Realmonte (Agrigento)Visione da Punta Grande della Scala dei Turchi e di Capo Rossello

In mezz’ora può essere raggiunta, da Agrigento, Eraclea Minoa, con il suo teatro greco e un interessante antiquarium, e per gli appassionati della natura la visione del capo Bianco, della pineta e del mare africano, nonché dei sinuosi meandri del fiume Platani.

Eraclea MinoaCTS, Centro recupero Cattolica EracleaEraclea MinoaEraclea MinoaEraclea MinoaEraclea MinoaEraclea Minoa

Tempio della Concordia, Valle dei templi AgrigentoLa Valle dei Templi, visitabile tutti i giorni gratuitamente, ospiterà sabato 25 aprile alle ore 22.00 il clou della Settimana della Cultura, con un concerto di chitarra del Maestro Giuseppe Cammarata, intitolato “Note di Poesia” che intermezzerà straordinarie poesie a tema, interpretate dall’attrice Mariuccia Linder. Lo spettacolo sarà allestito davanti allo splendido scenario del Tempio della Concordia illuminato, con sullo sfondo gli altri santuari, pure illuminati.Cammarata Giuseppe, maestro di chitarra

Fabbriche Chiaramontane AgrigentoE in centro città, sarà visitabile una bellissima mostra di grande spessore sul Furismo siciliano, nell’ambiente delle artistiche Fabbriche Chiaramontane, che si sta connotando come struttura di grande rilievo destinata ad accogliere il meglio dell’arte siciliana e non solo.

Carlo Carrà, futurismo 

A 15 minuti da Agrigento, verso l’interno, potrà essere visitata la Riserva Naturale

delle “Macalube”, gestita da Legambiente, dove si manifesta uno dei fenomeni scientifici più rari al mondo di vulcanesimo sedimentario. Presso la Riserva Naturale delle “Macalube”, infatti, si può assistere al rarissimo fenomeno costituito da centinaia di vulcanelli di fango freddi, alti da pochi centimetri a un metro, da cui ribolle e fuoriesce una miscela di fango salmastro e gas metano.

Sparsi su un’area collinare a tratti pianeggiante e dall’aspetto quanto mai singolare, questi vulcanelli erano già descritti dai viaggiatori stranieri nei secoli XVIII e XIX, che ne avevano riconosciuto l’ importanza scientifica.

 

IL BAROCCO DI NARO

IL GENIO DI LEONARDO

Naro, Chiesa di San Francesco Leonardo da Vinci

Per la ricchezza dei suoi monumenti e soprattutto del suo barocco, la città di Naro (ad appena mezz’ora dal capoluogo) va visitata senz’altro. Anzi sarebbe una vera eresia scartarla. Affacciata sulla ridente Valparadiso, in posizione preminente (650 metri s.l.m.), la città di Naro è una vera perla d’arte. Nel suo territorio c’è traccia di primi insediamenti umani della prima età del bronzo, che testimoniano il suo inserimenti di pieno diritto nella storia della Sicilia. Città sicana, caduta poi nell’orbita fenicio-cartaginese, greca e romana, gli arabi la conquistarono nell’800, dandole l’attuale nome (Na-har, fuoco). Federico II la eresse tra le 23 città demaniali del regno, chiamandola la Fulgentissima, per le sue caratteristiche di città d’arte, che ne fanno tuttora un museo a cielo aperto. Chiese, catacombe, conventi sono disseminati a salire fino ad arrivare alla sommità, dove spicca l’imponente castello chiaramontano (monumento nazionale dal 1912), in un belvedere naturale dal quale si può vedere mezza Sicilia: l’Etna, Enna, Caltanissetta, Canicattì, il mare di Licata e Sciacca. Da ammirare la chiesa di San Francesco, il Museo d’arte Grafica con un Rembrandt, un Goya, un Dorè, un Guttuso, la chiesa medievale a tre navate con Agrigento, Festa di San Calogerosoffitto a capriate di Santa Caterina, la chiesa Madre con la sua originalissima facciata rosa e con stucchi serpottiani, la chiesa di S. Salvatore, la basilica di San Calogero, edificata sulla grotta, nella quale fu in eremo il santo nero.

Naro (Ag) Castello Chiaramontano

Durante la Festa della cultura, immancabile la visita al Castello Chiaramontano per conoscerne la prestigiosa storia, ma anche per visitare l’eccezionale mostra ‘Il genio di Leonardo da Vinci‘:

Leonardo da Vinci, vite d

una straordinaria esposizione di 70 modelli di macchine riprodotte a grandezza naturale attraverso i disegni di Leonardo da Vinci contenuti nei vari Codici (Atlantico, Hammer, Trivulziano, Arundel, Madrid, ecc.) e ricostruite da abilissimi artigiani sotto la supervisione di esperti ingegneri. Le macchine sono realizzate in legno, metallo e stoffa, in scala o a grandezza naturale, supportate da tavole esplicative, realizzate in 6 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo) con copia del disegno originale; sono inoltre predisposti pannelli illustrativi e didascalici, postazioni multimediali e la proiezione di un audiovisivo illustrativo.

Presso il Museo della Grafica sito in Via Piave, 121 (Palazzo Malfitano), la personale di fotografia dell’agrigentino Massimo Macaluso dal titolo: "Naro tra sguardi, risonanze e suggestioni". Per visite guidate, al Barocco di Naro, contattare Presidente Associazione Guide Turistiche Dott Claudio Castiglione 360-284699.

 

 

 

 

 

 

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