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ALESSIO DI GIOVANNI

UN PREMIO PER NON DIMENTICARLO

 Alessio Di Giovanni

Si tiene oggi pomeriggio a Cianciana alle 17, presso l’oratorio "Don Gerlando Re", la seconda edizione del premio culurale "Alessio Di Giovanni". Interverranno Domenico Ferraro, presidente dell’istituzione "Alessio Di Giovanni"; Mario Gaziano, direttore culturale; Salvatore Sanzeri, sindaco di Cianciana; Rosalba Anzalone, presidente della giuria; Fausto D’Alessandro, presidente del "Centro studi Giulio Pastore" di Agrigento.
Nel corso della cerimonia si terrà una lectio magistralis del critico lettrario Enzo Di Natali, una recitazione a cura della compagnia teatrale "Theatron" di Giuseppe Pendino e Maria Rosaria Alessi.

La Giuria del Premio “Di Giovanni”, presieduta da Rosalba Anzalone ha terminato l’esame delle 96 opere presentate ed individuato i finalisti dell’edizione 2009. Questi i nomi dei vincitori: Sezione Tesi di laurea a Giovanni Sorrentino per Le opere di Alessio Di Giovanni, tra letteratura nazionale e letteratura siciliana, discussa presso l’Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, anno accademico 2007-2008, relatore il Preside della Facoltà, Ch.mo Prof. L. Rino Caputo. Sezione Storia locale, il premio è stato assegnato ex-aequo, a: Ubaldo Riccobono per Il fuoco e la ragione, “Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle, Caltanissetta, 2008, e Gaetano Allotta per 65 anni fa … Lo sbarco alleato in Sicilia, Edizioni “Centro Studi Giulio Pastore”, Agrigento, 2008; e. La Giuria ha deliberato di assegnare riconoscimenti particolari a: Sezione Sicilianità: Aurelio Rigoli, Presidente del Centro Internazionale di Etnostoria di Palermo. Sezione Teatro ad Aristotele Cuffaro, presidente della Compagnia teatrale “N. Martoglio” di Grotte. “Il Premio – ha detto il presidente dell’Istituzione, Domenico Ferraro –, momento culturale della città, entra a pieno titolo nella storia di Cianciana e diventa un biglietto importante per la cultura del nostro territorio. Un grazie alla Presidente della Giuria ed a tutti i Componenti, che hanno lavorato in questi mesi ed agli Enti che hanno sostenuto il premio”.

A conclusione sarà distribuito il volume della tesi vincitrice e il volume di Alessio Di Giovanni "Scungiuru2, recentemente ristampato.

 
‘NFERNU VERU
, DI ALESSIO DI GIOVANNI 


Leonardo SciasciaLeonardo Sciascia così dice di Alessio Di Giovanni (1872-1946) ne La corda pazza

 “…di questa galera che è la zolfara, il poeta che più realmente e intimamente ne abbia vissuto il travaglio, la tragedia, è senza dubbio Alessio Di Giovanni”

Il dialetto di Alessio Di Giovanni, agrigentino di Cianciana, sembra il più indicato a rappresentare il grido di dolore di un mondo di rinuncia, di abiezione, di segregazione, un mondo infernale d’oscurità e di miseria, dove la vita conta poco, anzi niente.

Sciopero miniera anni  
Scinninu a la pirrera cu li spicchia
nmanu comu l’armuzzi dicullati
quannu a la notti so, ntra canti e picchia
vannu a li casi di l’appuriatu
Caruso di miniera

 Scinninu pi na scala ca scruciddia
cu l’altri ni lu scuru nabissati
scinninu adaciu e ad ogni tanticchia
ringrazianu di Diu la gran buntati

 Ma cumincianu doppu lu travagliu
ca li strudi l’ammazza e li ruvina
vastinniannu ddu Diu ca l’hà criati

 E fannu di ddi timpi lu bersagliu
di l’odiu ca li coci e li nvilina
poviri carni umani sfracillati!…
Disastro miniera Cozzo Disi 1913

Alessio Di Giovanni Un dialetto, quello di Alessio Di Giovanni, tra i più puri, che scaturiva da uno studio profondo della lingua siciliana. Di Giovanni criticò anche Verga a proposito del dialetto, di cui rivendicò, sulla falsariga di Pirandello, la purezza contro le contaminazioni che se ne facevano.

BIOGRAFIA 

Alessio Di Giovanni nasce a Cianciana (Agrigento) l’11 Ottobre nel 1872.  A Palermo dal 1884,  è avviato alla carriera ecclesiastica. Ma non si sente vocato alla carriera sacerdotale e a vent’anni si dedica al giornalismo. Continua gli studi a Noto, dove si è trasferita la famiglia e dove sposerà nel 1895 Caterina Leonardi. Entra in contatto con autori, riviste ed editori

Dopo un breve periodo a Messina, dove molti suoi lavori vengo valorizzati dalla rivista il Marchesino, dal 1904 si trasferisce definitivamente a Palermo, dove insegna lingua italiana nelle scuole tecniche. Ma il suo pensiero è la Cianciana e la Valplatani, dove rientra sempre, dopo le fatiche dell’insegnamento. A Palermo nascono i suoi sette figli e vengono pubblicate le sue opere.

Esordisce nel 1896 con la silloge Maju sicilianu, cui seguono, tra i lavori più importanti, Lu fattu di Bbissana e Fatuzzi razziusi, nel 1900 e quindi A lu passu di Giurgenti, 1902, Cristu, 1905, Lu puvireddu amurusu, 1907, Il poema di padre Luca, 1935, Voci del feudo, 1938. Scrive anche opere di teatro dialettale siciliano, tra le quali, Scunciuru, 1908, Gabrieli lu carusu, 1910, e di narrativa dialettale: La morti di lu Patriarca, 1920; La racina di Sant’Antoni, 1939 e, postumo, Lu saracinu.

Assai noto in vita sia in Italia che all’estero, collaboratore di numerose riviste e, per inciso, il primo ad avere scritto un romanzo in dialetto siciliano, da ritenere uno dei maggiori poeti siciliani, Alessio Di Giovanni morì a Palermo il 6 dicembre 1946.

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