Tag

, , , , ,

Normal
0
14

MicrosoftInternetExplorer4

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;}


“RITORNO ALLA MARINA”

MOSTRA A PORTO EMPEDOCLE

DI FAUSTO PIRANDELLO

FIGLIO PITTORE DEL PREMIO NOBEL

 

“Ritorno alla marina” è il tema della mostra d’arte organizzata dalla “Fondazione Andrea Camilleri” e dalla Città di Porto Empedocle in omaggio a Fausto Pirandello (Roma 1899-1975), figlio dello scrittore e drammaturgo Luigi Pirandello, che ha dato un significativo contributo all’arte italiana del Novecento.
La mostra propone per la prima volta un nutrito numero di opere dell’artista nella terra dei Pirandello, reso possibile grazie alla personale collaborazione della storica dell’arte Claudia Gian Ferrari ed alla concessione in prestito, dallo Studio Gian Ferrari di Milano, dell’intera Collezione.
L’esposizione, che sarà realizzata negli spazi dell’ex Chiesa Vecchia di Porto Empedocle -recentemente restaurata e trasformata in Auditorium – attraverso 36 opere tra dipinti a olio e pastelli, ripercorre l’esperienza artistica di Fausto Pirandello dal 1929 al 1970.
La mostra potrà essere visitata ad ingresso libero dal 23 gennaio fino al 6 aprile 2010 tutti i pomeriggi dalle ore 16 alle ore 20 e la domenica pure dalle 9 alle 13.
A inaugurare la mostra sarà lo scrittore Andrea Camilleri. Relazioni esterne curate dal giornalista Lorenzo Rosso.

Camilleri con il sindaco Calogero Firetto di P.Empedocle

Fausto sai com’è

 

Mai persona fu più indicata, di Andrea Camilleri, per aprire tale evento, non solo perché la Fondazione a lui dedicata dalla città di Porto Empedocle è tra gli enti organizzatori, ma soprattutto perché nel suo libro, “La biografia del figlio cambiato” , di Fausto Pirandello racconta il rapporto controverso con il padre:

 

Fausto sai com’è, scrive Pirandello in una sua lettera a Lietta. Già, com’è Fausto?

Fausto è un giovane di poche parole, tende a chiudersi in se stesso, ad avere una vita propria. Ha dovuto interrompere gli studi classici per la chiamata alle armi e per la malattia e quindi, dopo la guerra, vocato com’è alla pittura (cosa che riempie di gioia il padre), prende lezioni da Lipinsky. Poi s’iscrive all’Accademia del Nudo. Dove segue l’insegnamento di Felice Carena. Le prime tele “esponibili” risalgono al 1923. In una lettera dell’11 giugno 1922, Luigi così parla a Lietta di un dipinto di Fausto:

E’ un gran quadro con cinque figure: se sarà finito come spero, sarà per Fausto una bella e forte affermazione, perché il quadro è bello e significa qualche cosa. Sono tre giovani nude presso uno specchio d’acqua, sorprese, turbate, atterrite dall’apparizione dello spettro della vecchiaja, che è semplicemente una vecchia anch’essa nuda, che fa come per scendere all’acqua e intanto sta tra loro come un pilastro incombente; dietro la vecchia c’è una bimbetta meravigliata: lo sfondo è d’alberi. Questo breve accento ti basterà per immaginarti il quadro (Andrea Camilleri, Biografia del figlio cambiato)

 

Camilleri stigmatizza il giudizio di Pirandello, il quale non parla di colori, di materiali, di volumi, non coglie nemmeno lontanamente il senso della ricerca di Fausto, in quel periodo sotto l’influenza di Cèzanne e dell’Espressionismo.

Camilleri racconta poi un precedente del 1919, allorquando il giovane Fausto si cimentò a Viareggio sul ritratto della signora Frateili, famiglia amica del padre. La signora posò per due giorni, ma alla fine Fausto, non soddisfatto del ritratto, lo sconciò con la spatola.

Luigi s’arrabbiò, si fece dare tavoletta e colori e fece lui il ritratto in due ore, mostrandolo in giro soddisfatto, senza tenere conto dell’umiliazione che infliggeva al figlio.

Ma la visione dell’arte di Luigi Pirandello non può cogliere gli aspetti della complessità della ricerca del figlio, come si evince da una lettera scxritta al figlio a Parigi da Pordenone il 1° giugno 1928, mostrando di voler imporre il suo punto di vista su come deve dipingere il figlio.

Camilleri chiama tale atteggiamento dello scrittore “coazione a ripetere” dovuta al rapporto difficile con il padre Stefano e che si riverbera poi su tutti i figli, soprattutto con gli artisti Fausto e Stefano jr., commediografo e scrittore. Voleva tenerli tutti legati a sé.

 

 

Ma Fausto seguì in pittura la sua strada. Nel 1928 si trasferì a Parigi con la sua compagna Pompilia D’Aprile, modella d’Anticoli, che poi sposò. Il suo primogenito nacque proprio a Parigi. Nella capitale francese Fausto Pirandello frequenta Tozzi, De Chirico, Savinio, Campigli, De Pisis, Paresce e riceve impulsi e stimoli dalle opere di Cèzanne, Magritte, dal surrealismo e dall’espressionismo, da Picasso e dal cubismo.

Complessivamente sono oltre 900 i dipinti che ricompongono tutta la produzione di Fausto Pirandello: dal clima simbolista degli esordi al realismo magico, al surrealismo dell’epoca di Parigi, alla irrealta’ del periodo romano tra le due guerre, al realismo del tempo di guerra, fino all’ ”astratto concreto” degli ultimi trent’anni.

 

PICCOLA MOSTRA

 

 

 

Annunci