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“IL PIU’ GRANDE”

Italiano di tutti i tempi

 

MARA VENIER SCARTA PIRANDELLO

 

SGARBI LA CORREGGE

IL PUBBLICO LO SALVA

 

«Ma non è una cosa seria!», così avrebbe commentato Luigi Pirandello IL PIU’ GRANDE, il nuovo programma di RAI2 condotto da Francesco Facchinetti e Martina Stella, che in cinque puntate dovrà stabilire chi è il più grande italiano di tutti i tempi. Si tratta di un’elezione, dicono in RAI, con l’obiettivo di  cercare «il più amato, il più importante, il più ammirato, insomma colui o colei che più degli altri incarna l’ideale di "Grande italiano"».

In casa RAI proclamano che l’Eurisko, importante istituto di ricerca,  ha realizzato un’approfondita indagine stilando la classifica dei 50 italiani “più grandi” di tutti i tempi. Con quali criteri non si sa; criteri che in ogni caso lasciano molti dubbi sulla cultura media degli italiani intervistati, se nei magnifici 50 non compaiono molte teste “coronate”, mentre sono presenti cantautori e uomini di spettacolo di oggi che certo non possono menare vanto di aver fatto la storia del nostro Paese. Questo l’elenco completo degli italiani in gara: Lucio Battisti, Roberto Benigni, Mike Bongiorno, Caravaggio, Giosuè Carducci, Cristoforo Colombo, Fausto Coppi, Eduardo De Filippo, Vittorio De Sica, Dante, Leonardo Da Vinci, Federico Fellini, Enrico Fermi, Enzo Ferrari, Falcone e Borsellino, Fiorello, Rita Levi Montalcini, Giacomo Leopardi, Sofia Loren, Galileo Galilei, Giuseppe Garibaldi, Vittorio Gassman, Giotto, Anna Magnani, Nino Manfredi, Alessandro Manzoni, Guglielmo Marconi, Marcello Mastroianni, Giuseppe Mazzini, Michelangelo, Mina, Aldo Moro, Padre Pio, Papa Giovanni XXIII, Giovanni Pascoli, Laura Pausini, Luciano Pavarotti, Sandro Pertini, Francesco Petrarca, Luigi Pirandello, Marco Polo, Giacomo Puccini, Valentino Rossi, San Francesco, Santa Rita da Cascia, Alberto Sordi, Totò, Massimo Troisi, Giuseppe Verdi, Alessandro Volta.

Il programma non ha il crisma dell’originalità, è copiato dalla BBC e ha avuto largo successo in tanti Stati. In Gran Bretagna ha vinto Churchill su Darwin, Newton, Elisabetta I, Nelson e Cromwell (con l’inserimento però di Lady D al terzo posto e di John Lennon all’ottavo). In Francia è prevalso il proverbiale sciovinismo transalpino: primo De Gaulle, secondo Napoleone e poi, via via, Carlo Magno, Giovanna d’Arco, Luigi XIV, Vercingetorige, Robespierre, Enrico IV e Clemenceau. Da noi il pubblico può votare su internet i propri preferiti da mandare in finale. Così si è scatenata una bagarre, che ha portato la cantante Laura Pausini al primo posto, davanti a Leonardo e a Dante (molto lontano), mentre Leopardi e altri geni nostrani non hanno preso un voto. Ai primi posti c’è anche Mina.


 

E ciò la dice lunga sulle coperte intenzioni “canore” di questo format.

La giuria, composta da Vittorio Sgarbi, Pietrangelo Buttafuoco, Tinto Brass, Mara Venier e Giulia Innocenzi, seleziona tra tre personaggi quello da eliminare, mentre il pubblico decide, tra i due rimasti, chi passa il turno, così fino alla finale che eleggerà «il più grande italiano di tutti i tempi».

 

Pirandello in lizza con Eduardo e Troisi

 

Così quel pizzico d’insensatezza, che ispira il programma, nella prima puntata ha proposto la gara ad eliminazione tra il Premio Nobel Luigi Pirandello, Eduardo De Filippo e Massimo Troisi. E qualche piccolo trucco s’è notato. In primis quello della scheda illustrativa su Pirandello, che lasciava alquanto a desiderare e non era certo intonata all’arte eccelsa di un Nobel. Secondariamente non si è capito l’intervento di Massimo Ranieri, che ha detto che lui Pirandello non lo capisce, perché c’è molta filosofia. Detto da un uomo di spettacolo meraviglia alquanto. Forse voleva tirare la volata a Massimo Troisi? Nella rete è caduta Mara Venier, la quale ha scartato come anticaglia Pirandello e ha votato Troisi. Sgarbi ha avviato una bella polemica spezzando una lancia a favore del Premio Nobel, seguito poi da Tinto Brass, sulla sua stessa lunghezza d’onda. Il risultato che ne è scaturito ha sacrificato il grande Eduardo De Filippo, che avrebbe avuto molto più titoli a gareggiare con Pirandello per un posto in finale. Il pubblico ha deciso di mandare in finale Pirandello, che l’ha spuntata con un 57% che certo largo non è, a guardare la statura dei due personaggi.

A Pirandello sicuramente sarebbero piaciuti Massimo Troisi e il suo umorismo e avrebbe apprezzato la poesia che, su di lui e sul suo mondo, con molto umorismo gli ha dedicato Roberto Benigni.

 

Non so cosa teneva "dint’a capa",
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di "jamm, o’ saccio, ‘naggia, oilloc, azz!"
era come parlare col Vesuvio,

era come ascoltare del buon Jazz.
"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m’ha mai parlato della pizza,
e non m’ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell’amato San Gennaro

 

 

 

 

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