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                                L’ORMA DEL LUPO
                   PRIMO ROMANZO
                  DI VITO CATALANO
      NIPOTE DI LEONARDO SCIASCIA
 

LA presentare il primo romanzo di Vito Catalano, nipote di Leonardo Sciascia (L’orma del lupo, Avagliano Editore, €. 5,00) è stata la prof.ssa Rosalia Centinaro Savatteri, presso la libreria Capalunga di Agrigento, che ha proposto fin dalla sua apertura eventi di notevole spessore culturale. E mai presentazione fu più indicata, perché la famiglia Centinaro-Savatteri è legata alla famiglia di Leonardo Sciascia da una lunga e solida amicizia:
 
Conosco Vito Catalano fin da bambino, potrei dire fin da quando è nato, lo trovavo nella casa del nonno, alla Noce, in estate. – ha esordito la prof.ssa Rosalia Centinaro – Il nonno si illuminava in viso, quando parlava di Vito; quando raccontava le sue prime prodezze, lui, che era così parco di parole, diventava loquace. Gli voleva certamente molto bene. E Vito ha ricambiato e ripagato nel tempo questa predilezione del nonno.”  
 
IL CULTO DELLA “NOCE”-  Contrada Noce era la casa di campagna della famiglia Sciascia, dove lo scrittore scrisse quasi tutte le sue opere. Un luogo assai coinvolgente che non poteva catturare il modo di essere del nipote, come continua a raccontare la prof.ssa Centinaro:
 
Leonardo Sciascia alla Noce, 1982
“Ragazzo di 14, 15 anni, dopo la morte del nonno,Vito trascorreva da solo, dico da solo, intere estati nella casa della Noce, tra le cose del nonno, nella campagna del nonno, e, finite le scuole superiori, vi risiedeva, talora, d’inverno, quando la campagna si spopolava e la solitudine si faceva più completa. Vi confesso che mi dava preoccupazione il sapere, il vedere, perché dalla mia casa in contrada Noce, che sorge su un poggio di fronte a quello dello scrittore, lo vedevo questo ragazzo solo, pensavo ai pericoli che poteva correre, pensavo che poteva stare male, avere bisogno di qualcuno, di qualcosa. Quando lo incontravamo, io e mio marito, ci mettevamo a sua disposizione, gli dicevamo di non risparmiarci, qualora avesse avuto bisogno di qualche aiuto, di qualcosa. Ma Vito non ha mai avuto bisogno di qualcosa, non ha mai chiesto aiuto. Perciò l’ho anche ammirato per questa sua forza di carattere, per la sua ostinazione, per il suo coraggio e per l’amore che aveva per la casa e le cose del nonno, per la campagna, la natura, gli animali”
 
A CONTATTO DEI LIBRI, EMULO DEL NONNO – Come non maturare e maturarsi a contatto della biblioteca del nonno?
 
Presentazione del libro alla libreria Capalunga di Agrigento
“Vito, l’ho anche invidiato per la fortuna che aveva di potere accedere alla biblioteca del nonno, una biblioteca non comune per la quantità, qualità e la rarità dei libri; per la possibilità che aveva di rovistare tra le carte del nonno, le sue riviste, i suoi dattiloscritti, le sue bozze, le sue lettere, le molte che il nonno scriveva ad editori, direttori di giornali, amici e scrittori, e le tante che riceveva da intellettuali, scrittori, estimatori e critici di tutte le parti del mondo. Perché Vito da solo nella casa di campagna cosa poteva fare se non leggere e leggere?”
 
IL LIBRO – L’approdo naturale della formazione di Vito doveva essere lo scrivere libri. E in effetti il libro di cui parliamo oggi dimostra pienamente le qualità di uno scrittore, per la fresca levità, per la sobria eleganza del suo stile, per la capacità di avvincere ed emozionare il lettore, non soltanto per la trama coinvolgente, quanto per la tecnica narrativa che, secondo i casi, si fa concitata, discorsiva, dialogica, descrittiva, sempre nel rispetto della misura e delle proporzioni”
 
LA NARRAZIONE – La prof.ssa Centinaro non ha dubbi che si tratti di un romanzo che va oltre il semplice thriller. Intanto, perché la narrazione muove da un fatto di cronaca, la strage di uomini e animali che un lupo fece nel 1695 nel paese siciliano di Palazzolo Acreide E secondariamente, per aver dato voce e sentimenti a personaggi veri ma verosimili, conferendo volto, nome, dignità a quella “moltitudine di uomini che passa sulla terra, sulla sua terra, inosservata, senza lasciare traccia”. Il riferimento manzoniano è legato a filo doppio al concetto che dell’inesistenza della storia ha Leonardo Sciascia ne “Il Consiglio d’Egitto”.
 
“Il protagonista è il lupo, il lupo che tiene sospeso nel terrore e nella paura tutto il paese, e miete le sue vittime, ma sono le vittime e quanti vivono intorno a loro ad essere illuminati dal fascio di luce, che ne rivela la vita, l’animo, le passioni, i sogni, i dolori e le speranze… Tutte storie tenute insieme da un personaggio centrale, che dà unità e coerenza alla narrazione, e nel quale mi pare di sentire la voce, di cogliere il punto di vista dell’autore”
 
Rosalia Centinaro SavatteriL’IMPORTANZA DEL PAESAGGIO – La prof.ssa Centinaro pone anche l’accento sull’importanza del paesaggio agreste nell’economia della narrazione, rilievo e attenzione che forse rivela i lunghi periodi di solitudine trascorsi dall’autore nella campagna del nonno.
 
“Campi di grano, orti, frutteti, uliveti, siepi di oleandri e di rovi, il bosco, la boscaglia, la radura, il canneto, luoghi dove vivono le protti, conigli selvatici, ratti, e poi merli, ghiandaie, colombacci, gazze, luoghi dove si nasconde la fiera per assalire all’improvviso”
 
E attorno al lupo, identificato nell’immaginario come demonio, ruota la storia di un giallo che sarà chiarito dal personaggio principale.
 
CONCLUSIONI –  Non ci sono dubbi che Vito Catalano, per quanto abbia potuto assimilare dalle opere del nonno, si è ritagliato uno spazio tutto suo e che il suo libro costituisca un’ottima ouverture.
 
“Un’ottima ouverture anche per la tecnica narrativa composita, e per una forma stilistica chiara, essenziale ma elegante”
 
Non si può non condividere il giudizio calibrato della prof.ssa Rosalia Centinaro, perché il libro si legge tutto d’un fiato ed è talmente coinvolgente da dare l’impressione di trovarsi nei luoghi dove si svolgono le azioni. Alla fine si è talmente catturati da ricavarne il rimpianto che l’autore non abbia continuato a narrare. Ma sicuramente lo farà con ulteriori opere, che non mancheranno di emozionarci.

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