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 TRE POESIE DEDICATE

A EMPEDOCLE, A PIRANDELLO

E A MIA MADRE CHE IN LIBIA NACQUE
 

Rientrando nel mondo dei blogger dopo una lunga assenza, ho il piacere di proporvi due poesie, tratte dalla mia silloge “All’amica infedele e altri frammenti poetici”, pubblicata lo scorso anno. Sono poesie ispirate ai miei autori di culto, Empedocle e Pirandello.

Empedocle, filosofo di Akragas

 

          I QUATTRO ELEMENTI

Se io fossi aria
e tu solida terra
tutta t’avvolgerei
per farti mia.
Ma tu sei acqua
gelida di fonte
che spegne il fuoco
dell’amore mio
 

Luigi Pirandello
        

   MASCHERE
 
Maschere
siamo maschere
apparenze
siamo fatti di notte
fragili
miseri,
di vento.
Impastati di terra
zimbelli docili
dello scorrere
del tempo,
scontiamo il torto
della nostra alterigia
sentendoci regali
orgogliosi allo stremo,
perché neghiamo
sempre l’evidenza:
lampi soltanto,
illuminano la vita.
 

Inoltre, considerato l’attuale momento della guerra in Libia, vi propongo un inedito della mia nuova raccolta “Miraggi d’Africa”, che prende il titolo dalla prima poesia, dedicata a mia madre che in Libia nacque (Homs):
 

 
 
MIRAGGI D’AFRICA
 
Miraggi d’Africa
baluginavano improvvisi
tra sogno e veglia
al di là del mare.
 
Dalle tue finestre invetriate
indovinavi
coste e dune sanguigne,
 
città di scialbati minareti
– Tripoli, Misurata, Homs, Bengasi –
 
i ruderi di Leptis Magna
dove vivesti felice
l’infanzia scanzonata.
 
Rivedevi
sotto la volta stellata
nel fruscio dei palmeti
i dromedari dormire
al fuoco dei bivacchi;
 
mentre
il tuareg insonne
avvolto nel suo velo blu
sognava a occhi aperti
il tragitto dei padri
nell’incontaminato Sahara
di Ghadames e Ghat.
 
O madre mia d’Africa,
dai confini dell’ombra
                   tutto
delle tue memorie native
appare disvelato
traslucido ancora
al mio ricordo.
 
Da una sponda all’altra
sono eguali le sensazioni
al cuore che trasale: 
 
dei flussi migratori
                   la Sicilia
pure è miraggio d’Africa.
 
Sposa novella,
lasciasti anzitempo il continente africano
aprendo la pista, tu bianca, a popoli neri,
 
ma ora i fratelli
respingono in mare altri fratelli
come clandestini.
 
 

 

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