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L’UNIVERSO FEMMINILE
IN LILIANA ARRIGO

 Liliana Arrigo

Liliana Arrigo, poetessa agrigentina, molto apprezzata e pluripremiata, uscirà a breve con il suo primo volume, intitolato L’odore del vento. Un esordio tardivo, rispetto al suo rapporto antichissimo con la poesia, dovuto prevalentemente alla sua ritrosia, alla delicatezza e alla discrezione del suo sentire, in un’epoca in cui si assiste a un frastuono di voci. Ma ce n’era bisogno, perché la poetica dell’Arrigo è di quelle che lasciano il segno, che fanno molto riflettere sulla realtà dell’universo femminile.
Il “libero canto” di Liliana Arrigo, scoperto in se stessa e nei luoghi d’infanzia quasi per partenogenesi, non conosce limiti di tempo, diventa eterno sentire della donna e messaggio incarnato nelle fibre dell’anima:

 
186545_100000195136894_2787186_nUNICO RIFUGIO
 
Crebbi, tra screpolate case, dal tempo scurite,
che il vento carezzava, leggero.
Strette le strade tortuose
risonanti dei miei passi infantili
e, nei chiusi cortili, rossi gerani
e risa argentine nei giochi innocenti.
Svanirono gli anni:
caleidoscopio di vetro
e sospiri d’amori inventati
a raccontare lunghi silenzi.
E si andava nelle vuote ore
ad incrociare sogni uguali, il cielo avaro di luce,
nell’ombroso viale frusciante di vita.
Anni di ristretti confini
di speranze pulsanti a rodere il freno.
Partii, senza esitare partii,
randagia, sempre più in là, sempre più in là.
Ma la nostalgia delle proprie radici
pure da lontano cresceva,
cresceva l’affetto, il rimpianto cresceva
incagliato al ricordo, stampato per sempre
di mandorli e ulivi, di rovine di così forte vanto.
E struggermi d’insaziato amore
al ribellarsi di ogni fibra,
per rintracciare, alfine, delle radici la via
che al centro del mio mondo mi recò.
Città benigna e d’indegni abusi,
d’irrimediabili danni a rosicare il cuore.
Agrigento, tu unico rifugio,
città immota uguale a sempre
seppur rovinosa nel silenzio stagnante.
 

Questi acuti “sentimenti” dei luoghi d’infanzia, diventati presto con il passare del tempo un peso del cuore, attizzano la ribellione ad vita sempre uguale, fino diventare decisione a spezzarne la trama. La vita di una poetessa è moto perpetuo, è cercare e a volte non trovare, è cercarsi nell’intimo, raccogliere gli echi sommessi e sommersi, volgere uno sguardo speculare sul mondo e all’interno della propria anima, sviscerandone anche le contraddizioni:

 
186545_100000195136894_2787186_nMI CERCO
 
Mi cerco
nella tenerezza intrisa
di luce e viluppo d’ombra,
nei sentimenti sottratti
e nell’indifferenza anchilosata
che come abisso ci separa.
Mi cerco
nello sprezzo di crude realtà,
vulnerabile nelle sviste addizionate,
pianeta alla ricerca di un senso,
tra cuori corrotti
e orecchie che non sentono.
Mi cerco
negli occhi ignari dell’innocenza,
argilla da modellare,
nella ghirlanda di sguardi
del mio sterile orgoglio
e nello strepitare di sensi astratti.
Mi cerco
nelle folate di vento
che fanno rabbrividire pensieri di carta,
laceri fogli che rotolano,
rotolano
verso ignote destinazioni.
Mi cerco
mentre mi soffermo
ad inanellare parole
per aleggiare svelta
senza mai raggiungermi
 

Cercarsi e non trovarsi anche nel proprio amore, sentire di aver perso, in una propria vicenda annichilita, la bellezza del firmamento.
 

Liliana ArrigoNON DI STELLE SI NUTRE IL MIO CIELO
 
Sinuoso, sconfina il tuo pensiero
scisso dal mio,
fuoco estinto di occhi
che non s’incontrano
e mani che più non tremano.
Si ripone ogni luce
tra cremisi sipari sfiorati dal vento
e di sospiri trattengono impronte.
Mani d’argilla,
disseccano distese di mare
per sperdermi, mani accorate,
nell’assenza d’ogni suono.
Il mio pianto nelle mani
ad intonare mute preghiere,
ora che non di stelle si nutre il mio cielo.
Nel tempo mani vuote sorreggono il dolore
e  mute ricordano
la tua mano sulla mia
intrecciare desideri.
Morbide mani
serpeggiavano calde
rovistando il mio corpo
arrendevole, cieche…
e invano m’inganno
cercando tra le mie,
illividite, invisibili mani.
 

Il calice del dolore, dell’orgoglio ferito è duro e odioso, ma l’amore della donna e il suo sacrificio riescono a sublimarlo.

186545_100000195136894_2787186_nSE TI VEDO

Se ti vedo
tremo d'amore
invece vorrei disprezzarti.
Una tela incantata mi hai tessuto,
e con tutto che sembravo una regina,
come lenzuolo usato
mi hai gettato via.
Ora non so più come trascorrere
i miei giorni
e triste, trascinandomi cammino,
in mezzo ai tormenti.
Di pene un fardello come piombo
porto sulle spalle,
negli occhi trema il pianto,
di mille e più sospiri
è pieno il cuscino.
Povero cuore nero e stracciato,
questa è piaga che non sana,
riposo ormai più non trova.
E amaro inghiotto,
se ti vedo,
il cuore mi sobbalza nel petto,
tremo d'amore
ma forza mi faccio
per poterti scordare.

 
 

Sogno perseguibile, e forse mai raggiungibile, è quello della donna, anelito perenne di libertà in un mondo d’incomprensioni, di antagonismi, di laceranti divisioni, di pregiudizi duri a morire.

 

186545_100000195136894_2787186_nL’ORO DELLE MIMOSE
 
C’è come un’attesa
in questo giorno di mimose
che brilla su un sipario di fuoco
senza via di fuga,
fuori cantava la libertà senza ombre.
E vedere nel giorno un simbolo
e scambiarsi parole vaghe
e intense risate
per paura di affrontare il presente.
Festeggiano le donne
gettando via i silenzi
chiusi dentro i pensieri.
Donne di un uomo o di nessuno
che oggi sorridono con occhi di bambina,
donne dalle ossa stanche
che con un colpo di ciglia
ritornano a sperare nella luce
dopo l’ombra.
Donne che non lasciano impronte
e, a volte, riescono a volare
oltre l’oro delle mimose.
 
Biografia
 

Liliana ArrigoLiliana Arrigo già da bambina amava scrivere poesie.Ultima recita di Montalbano
Nel tempo, la crescente passione l’ha portata a partecipare e a vincere numerosi premi letterari sia in vernacolo che in lingua. Tra i riconoscimenti il premio “Alessio Di Giovanni”, il premio “Kalura”, il memorial “Rosa Balistreri”, “Lu Papanzicu”, il “Duerre”. Sue poesie sono presenti in riviste specializzate e antologie. Dal 2009 presiede l’Associazione culturale “Il libero canto di Calliope”, della quale è stata la fondatrice e di cui fanno parte noti poeti, scrittori e musicisti di Agrigento e del suo immediata hinterland. Diverse le iniziative di promozione dell’Associazione: il Premio “Pippo Montalbano”, giunto alla seconda edizione, il concorso letterario “Una poesia per Pirandello”, all’interno del Pirandello Stable Festival, il reading di poesie sul mandorlo, partecipazione a “I colori della pace” ideato dai fratelli Gerlando e Paolo Cilona.
 

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