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IGOR MITORAJ
IL GIGANTE DELLA SCULTURA
NELLA VALLE DEI TEMPLI

 Locandina Mostra Mitoraj Igor

Igor Mitoraj, grande scultore di opere giganti, non poteva non essere sedotto dal mito della Valle dei Templi di Agrigento, provando la stessa forte sensazione che fascinò il Premio Nobel, Salvatore Quasimodo, fino ad esprimersi con versi scultorei sul gigantesco Telamone disteso tra le rovine del tempio di Zeus dell’antica Akragas:

Agrigento, Telamone, Tempio di Giove

…Il telamone è qui, a due passi
dall’Ade (mormorio afoso, immobile),
disteso nel giardino di Zeus…

(Quasimodo, Tempio di Zeus ad Agrigento)

Mitoraj Igor, scultura

Lo scultore tedesco-polacco sembra aver captato questo messaggio, quasi per telepatia, se consapevolmente  afferma:
 

“Nella mia scultura cerco un'eco di antichità”

Igor Mitoraj, sculturaIgor Mitoraj, sculturaMITORAJ Igor, scultura

Questo istintivo richiamo riecheggia nelle parole rese durante un’intervista: “Per me è un'esperienza straordinaria, dire che sono commosso è dire poco. Io sono ovviamente abituato alle mie opere, ho esposto in tanti spazi all'aperto, da quelli storici ai contemporanei come la Défense a Parigi. Ma mi faceva molta paura l'idea di esporre qui, dove c'è l'incontro diretto con le radici della nostra civiltà, senza il filtro di secoli, come è stato, per esempio, a Firenze al Giardino di Boboli. Invece qui le mie opere prendono una forza diversa. Sono stato molto attento a non invadere lo spazio dei templi, ho lasciato sempre diversi metri fra sculture e monumenti, proprio per creare un dialogo di prospettive. Con una battuta, potrei rispondere che è un ritorno a casa.

Miitoraj Igor, scultura di seraMitoraj Igor, sculturaMITORAJ IGOR, scultura

Ritorno, quindi, nella terra di giganti, la greca Akragas che prese il nome dal mitologico dio fiumicello, figlio di Zeus, gigante che osò sfidare il padre degli dei, venendone trasformato nell’omonimo fiume che ancor oggi, limaccioso torrente, scorre attorno alla città. E tuttora nello stemma comunale viene rappresentato questo mito antico con tre cariatidi che sorreggono i castelli della città, a ricordare la caduta rovinosa del nove dicembre 1401 degli ultimi tre giganti che sostenevano parte del famoso tempio di Zeus Olimpio.

Mitoraj Igor, scultura di sera Mitoraj Igor, scultura

Igor Mitoraj, considerato lo scultore vivente più importante e significativo e le cui opere sono considerate capolavori di inestimabile valore, ha voluto per questa sua mostra monumentale di bronzi e travertino il titolo significativo “La valle degli dei”. Le opere sono state installate lungo il percorso che va dal tempio dei Dioscuri fino al tempio di Giunone. La mostra, che resterà aperta fino alla fine di novembre,  è la più importante della carriera dello scultore, la più lunga nel tempo, otto mesi, e nello spazio, diciotto opere disseminate per un chilometro e mezzo di parco.  Le sculture monumentali, che si ispirano in gran parte alla saga di Dedalo e Icaro, danno luogo ad un emozionante effetto scenografico, saldando lo spirito antico con  l’arte contemporanea.
Così l’area archeologica si popola con 18 istallazioni contemporanee capaci di offrire inaspettate sensazioni, quasi proiettando i visitatori nel passato più remoto. Mitoraj, che ha il “Tindaro” alla Défense di Parigi, il “Thsuki-No-Hikari” al British Museum di Londra, non è certo nuovo ad accostamenti insoliti e inediti delle sue opere come quello realizzato ad Agrigento.

Mitoraj Igor, scultura di sera MITORAJ IGOR, scultura

Allo scultore interessa il contenuto delle opere antiche, la loro anima, non la forma estetica e si rende conto che le sue opere sono quasi trappole mentali. E’ il modello greco quello a cui tende, non limitato solo all'arte, ma esteso alla filosofia, alla stessa democrazia. Il suo lavoro vuole parlare all’immaginario che è dentro di noi. Non è l’artista che deve parlarne, ma sono le opere a parlarne per lui.

Mitoraj Igor, sculturaMITORAJ IGOR, scultura

La mitologia della Valle dei Templi non potè non esercitare il suo fascino perfino su Luigi Pirandello, il quale compose uno dei suoi tre miti, forse l’opera sua più grande di teatro, intitolata “I giganti della montagna”.

Pirandello al tempio della Concordia

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